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​La scuola è sede di corsi per il  progetto dell'USR Piemonte sul tema del cyberbullismo. Info, programma e iscrizioni su www.itismajo.it/bullismo​
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​Forse non tutti sanno che gli scacchi sono considerati una disciplina sportiva dal Coni. Forse non tutti sanno che il Majorana possiede una squadra di scacchi. Forse non tutti sanno che...
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Forse non tutti sanno che gli scacchi sono considerati una disciplina sportiva dal Coni.

Forse non tutti sanno che il Majorana possiede una squadra di scacchi.

Forse non tutti sanno che siamo pure forti.

Ebbene tutto ciò è vero.

E’ così che, accompagnati dal docente di scienze motorie, il prof. Romagnolo, il 14 marzo i ragazzi delle due squadre di scacchi del Majorana, delle categorie juniores (2000-2001) e allievi(2002-2004) si sono recati al Pala Ruffini per partecipare alle fasi provinciali del torneo studentesco.

Le tantissime coppe esposte nei corridoi della scuola testimoniano i numerosi successi delle squadre Majorana del passato in altrettante discipline motorie.

Ma è con orgoglio che annuncio che ci sappiamo fare anche con la mente.

La squadra juniores composta da Mauro Cuniato, Roberto Chiappino, Daniele Napolitano e Marco Lana, è riuscita a classificarsi prima, vincendo con facilità tutte le partite, riuscendo a fare almeno 3 punti scacchiera a partita. Qualificata alla fasi regionali è stata fermata solo ha dalla gita scolastica, ha infatti rinunciato a partecipare.

Purtroppo per la squadra allievi composta solo da Francesco Briatico e  Ahmed Karim non è andata altrettanto bene; ma i due si sono comunque fatti valere, giungendo al quarto posto a pari merito con i terzi. Per pochissimo non sono riusciti ad accedere alle fasi regionali.

Date le premesse non si demorde e anche se si sentirà la mancanza dei ragazzi di quinta, l’anno prossimo saremo nuovamente alla scacchiera per una nuova competizione.

                                                                                      Francesco Briatico e Mauro Cuniato

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Mercoledì 10 aprile, nella palestra dell’Istituto tecnico “E. Majorana” di Grugliasco, la classe 2^A ha svolto un’attività di inclusione con l’associazione sportiva dilettantistica “Magic Torino”, che si occupa...
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Mercoledì 10 aprile, nella palestra dell’Istituto tecnico “E. Majorana” di Grugliasco, la classe 2^A ha svolto un’attività di inclusione con l’associazione sportiva dilettantistica “Magic Torino”, che si occupa di uno sport interessante anche se poco conosciuto: l’hockey su carrozzina elettrica (wheelchair hockey). Questa disciplina sportiva è nata in Nord Europa nei primi anni ’70 grazie ad un gruppo di ragazzi affetti da distrofia muscolare e nel 1982 è stato organizzato il primo campionato ufficiale. In Italia la pratica di questo sport è stata introdotta a partire dal 1991 grazie al Gruppo Giovani della UILDM (Unione Italiana per la Lotta alla Distrofia Muscolare) e sei anni più tardi si è svolto il primo torneo a carattere internazionale a Milano, durante il quale ha fatto il suo debutto la nazionale azzurra. Oggi si contano ben 30 squadre sul territorio italiano. 

L’attività in palestra si è svolta in tre parti: la prima di dimostrazione, la seconda di introduzione alla teoria del gioco e la terza di pratica. Nella prima parte di dimostrazione gli studenti hanno potuto vedere cinque giocatori professionisti che giocavano. In seguito il coach della squadra e la presidentessa dell’associazione hanno spiegato le regole del gioco. Le partite vengono disputate da due squadre composte da cinque giocatori ciascuna; a ogni giocatore viene assegnato un punteggio che è tanto maggiore quanto meno è grave il livello di disabilità e il punteggio totale della squadra deve essere pari o minore di dieci. Per quanto riguarda le attrezzature, si usano le mazze e gli stick. La mazza viene utilizzata dalle persone con una disabilità minore, che riescono a colpire la pallina utilizzando la forza del braccio; in ogni squadra però questi atleti non possono mai essere più di tre. Per quei giocatori che non riescono a colpire la palla per mezzo della forza muscolare è previsto invece l’utilizzo dello stick, una specie di rettangolo che viene applicato sulla parte anteriore della carrozzina e deve avere una base e due alette laterali. Tutti gli atleti utilizzano come ausilio una carrozzina a guida elettronica con un minimo di 4 ruote e un massimo di 6, priva di parti sporgenti e contundenti. Il bello di questo sport consiste soprattutto nel fatto che permette a persone con disabilità diverse, anche gravi, di praticare una sport di squadra a livello agonistico. 

La presidentessa inoltre ha parlato anche dei successi della squadra, che ha vinto alcuni scudetti, e della nazionale italiana, che in questo momento è campione del mondo. 
Nell'ultima parte dell'attività la squadra ha messo a disposizione degli studenti alcune carrozzine, per dare la possibilità di provare in prima persona le emozioni e le difficoltà di questo sport. In questo modo i ragazzi hanno potuto notare quanta maestria, precisione e coordinazione sono necessarie per guidare la carrozzella e allo stesso momento colpire la palla con la mazza o con lo stick.

Nel complesso l’iniziativa si è dimostrata molto utile ed efficace, poiché gli studenti hanno potuto capire l'importanza dello sport per le persone disabili. Eppure, osservando gli sguardi meravigliati degli studenti di fronte all’energia e all’entusiasmo degli atleti, è emerso in tutta la sua evidenza come sia ancora necessaria – nonostante i grandi passi in avanti già compiuti in questo senso – un’opera di sensibilizzazione costante e sistematica sul tema della disabilità e dell’inclusione.​

                                                                                                                                                                 Gli studenti della II A

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​Il progetto “Il Bosco della Memoria”, promosso dal Comune di Grugliasco, è un bel esempio di rete tra territorio, scuole ed associazioni. L’obiettivo è quello di creare...
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Il progetto “Il Bosco della Memoria”, promosso dal Comune di Grugliasco, è un bel esempio di rete tra territorio, scuole ed associazioni. L’obiettivo è quello di creare un bosco piantumato con 400 alberi e sentieri in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie. Il Bosco sarà collocato nel cuore del Parco Urbano “Officina del Paesaggio”, proprio al centro di quella rete di piste ciclabili, beni di interesse storico, strade bianche e aree agricole che lo caratterizzano. Questo centro, questo cuore, saranno dunque il luogo generativo da cui far germogliare politiche connesse alla promozione della legalità, al contrasto della mafie e della corruzione, alla cura dell'ambiente che cresceranno poi su tutto il nostro territorio.

Il bosco è pensato come luogo di pace, di riflessione, di memoria e di vita. La vita che si esprime attraverso la sua stessa crescita, attraverso la narrazione che si svilupperà nei diversi percorsi che lo attraverseranno; la vita vissuta da giovani, docenti, adulti che se ne prenderanno cura, che qui realizzeranno iniziative e formazione, che qui raccoglieranno semi di riflessione e pensiero da far crescere nei propri contesti professionali, scolastici e di vita. All'interno del Bosco, e lungo un percorso nel verde attraverso cui si raggiunge, sarà allestito un racconto permanente, un museo a cielo aperto fatto di immagini e testi, che permetta di ricostruire una parte significativa di storia del nostro paese, partendo dalla storia delle 972 vittime del fenomeno mafioso. La collocazione di questo racconto all'interno di un percorso nel verde, all'interno di un bosco, aiuta a coniugare la dimensione visiva, razionale e didattica con quella emotiva e percettiva, concedendo al visitatore la possibilità di sostare in un luogo che assume, nel racconto delle vittime, una dimensione di sacralità.

La classe terza A biotecnologie, accompagnata dalle professoresse Desanso e Dela Pierre, il 27 marzo si è resa attiva nella costruzione di questo spazio di bellezza, natura e ricordo. Siamo stati accolti da tre ragazzi, tra cui un ex allievo del Majorana in servizio civile, che hanno letto brani e proposto giochi di ruolo per riflettere in maniera non convenzionale sul tema delle mafie. Si è sottolineato come il silenzio su queste tematiche ci renda complici e quanto sia importante rendersi parte attiva nella lotta ad ogni genere di mafia.

Gli allievi sono stati divisi in gruppi, che si sono alternati nella piantumazione di arbusti e nella messa in posa di pietre dell’inciampo, con i nomi e le date di nascita e di morte delle vittime. L’atmosfera è stata gioiosa ed intensa, i nostri ragazzi hanno capito che stavano costruendo qualcosa di importante, di vivo: un omaggio a chi ha dato la propria vita per la giustizia e libertà.

Ci siamo sentiti parte di un progetto più grande che grazie anche al nostro contributo potrà fiorire e portare vita, proprio in risposta a queste morti innocenti.

Anna Desanso

Margherita Dela Pierre​

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​Il progetto Erasmus ha consentito ad alcuni studenti del Majorana di sperimentare una didattica più aperta e condivisa, ma in particolare ha permesso loro di avvicinarsi ad...
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Il progetto Erasmus ha consentito ad alcuni studenti del Majorana di sperimentare una didattica più aperta e condivisa, ma in particolare ha permesso loro di avvicinarsi ad abitudini diverse dalla propria e trovare nuovi canali di comunicazione rispetto a quelli quotidiani usati nel proprio paese.

Il viaggio organizzato in Turchia è stato fin dal principio quello che maggiormente ha richiesto una pianificazione più attenta ed è stato quello che fin dal principio è stato visto con una certa diffidenza dagli studenti dell’istituto.

Sulla base di quali pregiudizi si sia creato nel tempo una somma di paure e disinteresse per questo paese sarebbe lungo da spiegare e forse anche inutile in questo contesto, ma appare oggi significativo raccontare ai viaggiatori in poltrona che cosa abbiamo incontrato, che cosa abbiamo visto e, soprattutto, che cosa è rimasto dentro di noi.

La città di Konya è stata la nostra destinazione.

Konya è una città situata nell’Anatolia centrale, conosciuta perché qui si trova la tomba del poeta sufi persiano Gialal al-Din Muhammad Rumi, meglio conosciuto come "Mevlana". Egli fu il fondatore dell'ordine dei dervisci rotanti e qui trascorse gli ultimi cinquanta anni della sua vita.

Il viaggio per raggiungere questa città è abbastanza impegnativo, bisogna prima arrivare ad Istanbul e poi un secondo volo per Konya, ad attenderci al nostro arrivo c’erano due colleghi che avevano affittato per l’occasione un furgone modello “famiglia Bradford” all’interno del quale siamo stati stipati sia noi che il gruppo proveniente dalla Romania, la partenza si è fatta subito interessante!

Ozgur e Oktay, i due colleghi turchi, ci hanno supportato per l’intera durata del soggiorno offrendoci la possibilità di visitare ogni luogo di questa città e non solo, hanno addirittura organizzato una gita di un giorno in Cappadocia.

Davvero lungo descrivere ogni luogo visitato, ma mi soffermerò su alcune percezioni visive e olfattive che mi hanno colpito così profondamente da lasciare un segno nella memoria.

I turchi di Konya sono profondamente religiosi e cinque volte al giorno il muezzin richiama alla preghiera, la voce si diffonde dalla moschea più vicina all’hotel per mezzo di altoparlanti e richiama la prima volta alle 6,30, la voce giunge come un lamento, lento e melodioso, che lascia pensare a quanta spiritualità la nostra società si è buttata alle spalle, in ogni luogo ci si possa trovare, la via della Mecca  è sempre indicata con una freccia alla parete o sul soffitto.

Le moschee sono luoghi di silenzio e di raccoglimento dove anche il suono dei passi è attutito dai numerosi tappeti che ricoprono il pavimento, la loro preghiera non è fatta solo di pensieri e parole, ma ha un suo rito legato al corpo, si inginocchiano e si piegano per toccare con la fronte il pavimento, non usano panche o sedie.

La stessa preghiera è per loro così importante che richiede una preparazione ed è così che lungo le strade si trovano delle fontane, quella che mi ha colpito di più era nel centro della città, in un piccolo quartiere antico di botteghe, al centro un pilastro sufficientemente largo da poter essere contornato da una serie di rubinetti e all’esterno circondato da panche della stessa pietra della colonna, i fedeli prima di accedere alla moschea vanno a lavarsi i piedi e le mani e poi a pregare, senza preoccuparsi della temperatura, che nei giorni del nostro soggiorno era piuttosto fredda.

Questo rito di purificazione è davvero molto significativo ed esprime il rispetto e l’amore verso Dio.

Un altro aspetto da condividere riguarda il saluto che usano tra di loro quotidianamente, tutti incontrandosi si stringono la mano e si baciano sulla guancia, questo accade anche tra colleghi di lavoro, tra persone che si incontrano ogni giorno ed è un modo particolarmente intenso di esprimere il buongiorno ad un collega o ad un amico. Non ho potuto fare a meno di pensare che a volte noi dimentichiamo di salutarci o incrociandoci velocemente nel corridoio ci limitiamo ad alzare una mano in cenno di saluto, senza prestare particolare attenzione al nostro gesto.

In ultimo non posso non parlarvi della cucina turca, non pensate al tipo di portata quanto piuttosto a un rito che anche a tavola si consuma e si ripete ogni giorno.

Non appena ci si siede a tavola subito i camerieri dispongono delle piccole ciotole colorate con all’interno delle salse speziate e piccanti, oppure delle cipolle con pomodoro, olive, yogurth e naturalmente il pane tipo pitta appena cotto e profumato, il tutto in attesa delle successive pietanze.

 Davvero curioso come da questi piccoli contenitori abbia inizio la nostra prima lezione di condivisione, tutti attingono dalla stessa ciotola e tutti rispettano la possibilità di consentire ad ogni commensale di avere la propria parte.

Generalmente in Turchia si serve un piatto unico che prevede sia carne che riso o solo carne, ma non mancano zuppe di legumi e splendide e ricche insalate.

I dolci sono secondo la tradizione a base di sfoglia croccante, miele e mandorle o pistacchi.

Ogni pasto si conclude con il thè, che in realtà è un rito che ci accompagna nella giornata dalla colazione alla cena e diventa un’abitudine per tutti noi alla quale non sappiamo rinunciare.

Il thè è sempre offerto in piccoli bicchieri di vetro e viene anche servito se si entra in un negozio a comprare, mentre si sceglie la merce, si contratta, si sorseggia e inevitabilmente e alla fine non si esce a mani vuote da questi splendidi bazar di spezie o di foulard dalla miriade di colori, tessuti e profumi.

Comprendere l’importanza che questo popolo dà all’ospitalità basti pensare che una nostra allieva è stata invitata a cena a casa di una ragazza turca, che a sua volta lei aveva ospitato e la famiglia turca le ha permesso di conoscere le loro abitudini, si sono seduti su un tappeto intorno ad un tavolino e le hanno insegnato come usare il tovagliolo per non sporcarsi durante il pasto e le hanno presentato zie e cugini e in particolare l’hanno invitata al matrimonio della loro figlia più grande, trattandola come un componente della propria famiglia.

Lasciare la Turchia, ripartire da questi splendidi luoghi significa tornare a casa più ricchi, più che un viaggio questa esperienza è una lunga riflessione sul nostro stile di vita e sulla necessità di conoscere luoghi, persone e consuetudini.

In occasione dell’ultima cena, consumata con i colleghi turchi e le loro rispettive mogli, proprio da una di queste donne ci è stata regalata una collana per ringraziarci di aver cenato in loro compagnia, il saluto di questa donna ha previsto come ultima parola:

Insciallah

Perché nel nostro augurio vicendevole di poterci incontrare ancora, un musulmano non dimentica mai di aggiungere: “se Dio vuole”.

                                                                                                                                                            Loredana D’Orta

 

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​Si sono concluse, per 13 studenti delle classi seconde dell’istituto, le olimpiadi di inglese; una competizione di respiro mondiale (madrelingua e bilingue inglesi ovviamente esclusi) arrivata alla sua...
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Si sono concluse, per 13 studenti delle classi seconde dell’istituto, le olimpiadi di inglese; una competizione di respiro mondiale (madrelingua e bilingue inglesi ovviamente esclusi) arrivata alla sua settima edizione, organizzata dalla Global Hippo Association (https://www.hippo-competition.org/eng/about.html) e gestita per l’Italia dall’associazione torinese Dirdipiù (http://www.dirdipiu.it/index.php).

La competizione è suddivisa in tre fasi: una preliminare, all’interno dell’istituto di appartenenza, una semifinale presso il Campus Einaudi di Torino, una finale a Jesolo (una due giorni durante i quali, oltre alla gara vera e propria, studenti da tutto il mondo condividono momenti di gioco e di formazione).

Dopo alcuni incontri di preparazione alla prima fase, i nostri studenti si sono cimentati sabato 23 febbraio u.s. nella prima fase. Nonostante le ottime prove, la soglia per passare alla tappa successiva era davvero alta: non più di un errore. Dei 6.000 iscritti a livello mondiale, solo 160 ragazzi sono stati ammessi alla semifinale. Uno di questi era il nostro Mihai Covaci (2 H).

Purtroppo la prova di sabato 30 marzo era davvero impegnativa, per cui niente finale per la nostra squadra.

I premi previsti in caso di raggiungimento della finale: certificazione B1 “Gatehouse Awards”.

Per il primo classificato della finale: corso online erogato da “Mizzou” University of Missouri – College of Education.

Il rimando degli studenti è stato comunque molto positivo: hanno trovato l’occasione un piacevole stimolo (peraltro non sono molti gli istituti torinesi a offrire questa possibilità), e sono pronti a partecipare nuovamente l’anno prossimo più agguerriti.

Dal mio punto di vista di coordinatore del progetto, prometto che l’anno prossimo organizzeremo una preparazione ancora più strutturata.

 

Riccardo Bnà​

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​Non tutti sanno che, qui al Majorana, si trova un laboratorio un po' particolare: la sala Fourier. È stata allestita più di dieci anni fa e via...
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Non tutti sanno che, qui al Majorana, si trova un laboratorio un po' particolare: la sala Fourier. È stata allestita più di dieci anni fa e via via modernizzata, insonorizzata, arricchita con diversi strumenti musicali e tenuta in funzione, grazie ai Proff.  Aulicino, Caucino, Bellocchio e Serina. Negli anni successivi, il Prof. Serina, ha organizzato corsi per tecnico del suono e di strumento musicale. La svolta importante è stata nell’a.s. 2016/2017, anno in cui la Dirigente Calandri ha voluto fondere l’attività musicale con l’attività teatrale, che nel frattempo stava nascendo. È stato così scritto e messo in scena lo spettacolo "A 11 km da un sogno", con la partecipazione di alcuni studenti musicisti.

Quest'anno, studenti appartenenti a classi diverse, hanno creato una band: la Majo Band. Seguiti da alcuni Professori di questo Istituto, tutti i giovedì pomeriggio, hanno provato e riprovato, mettendoci il massimo dell'impegno e della costanza.

Il 30 novembre 2018 hanno partecipato al contest musicale "RockONtest" per la giornata mondiale di lotta all'AIDS. Un momento formativo che si proponeva di sensibilizzare, attraverso l'arte, alla prevenzione dell’HIV. Diversi sono gli istituti comprensivi di Torino che vi hanno partecipato e la nostra Majo Band si è guadagnata il terzo posto, con il brano dei Pink Floyd "Another Brick In The Wall".

Il 24 gennaio 2019, in occasione del "Giorno della Memoria", si è tenuto qui al Majorana l'evento "Il Majorana ricorda". La Majo Band si è esibita con il brano di Caparezza "Vengo dalla luna", un manifesto sull’uguaglianza fra gli uomini.

 

Ecco i prossimi eventi che li vedranno protagonisti: il 2 maggio, presso l'Auditorium del Majorana, in occasione della giornata nazionale "Scuole in piazza per la Pace e la Solidarietà"; il 25 maggio, presso il salone "La nave" di Grugliasco, per il progetto "Grugliasco in musica" indetto dal comune di Grugliasco; a giugno (Auditorium del Majorana) per celebrare, a suon di musica, la fine dell'anno scolastico insieme a tutti noi.

Speriamo che la musica continui a tener vivo il ritmo del Majorana, come disciplina che insegna a stare insieme, a collaborare, ad ascoltare se stessi e gli altri, a capire e trasmettere emozioni.

Buona musica a tutti!

                                                                                                                                             Giulia Liuzzi​

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​Nell’ambito dei percorsi dedicati all’educazione alla cittadinanza e alla legalità sono stati attivati diversi progetti legati alle tematiche migratorie e all’intercultura. La scelta di proporre ai ragazzi attività...
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Nell’ambito dei percorsi dedicati all’educazione alla cittadinanza e alla legalità sono stati attivati diversi progetti legati alle tematiche migratorie e all’intercultura. La scelta di proporre ai ragazzi attività formative su questi argomenti è nata dalla constatazione della drammatica attualità dei temi in questione e dalla curiosità dei ragazzi in merito alle ripetute e frequenti  notizie di cronaca che facevano riferimento a queste questioni.

Parecchie classi hanno lavorato in parallelo su percorsi dalle diverse impostazioni, ma che perseguivano un unico fine: fornire informazioni corrette, illustrare la realtà, dare la possibilità ai ragazzi di capire e discutere. Percorsi paralleli alla fine si sono intrecciati ed hanno dato esiti insperati.

Un progetto è  stato ideato per tre classi (2A, 2H e 3Ainf.) e si è sviluppato a livello interdisciplinare prevedendo l’intervento dei proff. D’Orta, Caucino e Celebrano. Ciascuno dei docenti è intervenuto presentando aspetti della tematica secondo  prospettive differenti legate al proprio specifico ambito di competenza: si è perciò parlato di migrazioni secondo una dimensione socio- geografica,  letteraria e giuridica. Il percorso si è articolato con  momenti di lezione frontale  e  di didattica laboratoriale e, a conclusione del medesimo, i ragazzi hanno potuto assistere alla testimonianza diretta di un migrante che ha raccontato loro la sua esperienza personale e le cause che lo hanno indotto a lasciare il suo paese.

La testimonianza è stato un  momento  di forte  impatto emotivo e più di ogni altro  è  servito ad avvicinare i ragazzi ad una realtà di cui essi sentono parlare quotidianamente ma  di cui hanno colto l’effettiva, concreta tragicità solo attraverso il racconto di chi ha vissuto sulla sua pelle questa esperienza.

Parallelamente i proff. Bertolino e Elia hanno lavorato con la 2N proponendo un lungo percorso fatto di attività pratiche e di immedesimazione, attivando poi un insieme di azioni che hanno

previsto tre interventi in classe di educatori e testimoni della onlus Viaggi solidali che si sono conclusi con una passeggiata a Porta Palazzo nel cuore della Torino dei migranti, con un tour guidato da una nuova cittadina di origini marocchine. Durante quest’ultima uscita vi è stata l’opportunità di far conoscere anche le attività della ufficio migranti della Caritas con una visita guidata in loco.

Il lavoro parallelo di questi docenti ha portato al coinvolgimento di qualche altra classe (2D e 2I) ed è sfociato nell’organizzazione di un’intera giornata tematica, il 25 marzo, in cui sono alternati diversi relatori. Nuovamente molto sentita è stata l’esperienza della testimonianza diretta, anche data la giovane età del migrante che ha proposto la sua storia di vita.

Anche le classi di triennio (3c ele, 3a bio, 4a bio, 4c ele, 4a aut, 4b aut) sono state sollecite da attività proposte dalle proff. De Sanso e Salvadori.  Il 6 aprile vi è stato un momento formativo che ha coinvolto due associazioni:

-          Refugees Welcome Italia Onlus che nasce grazie all’impegno di un gruppo di professionisti con competenze multidisciplinari ed esperienza nel campo delle politiche dell’accoglienza e dell’inclusione sociale e che promuove l’ospitalità in famiglia per facilitare l’inclusione sociale dei rifugiati nel nostro Paese;

-          Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione che è nata dall’intenzione di condividere la normativa nascente in tema d’immigrazione da un gruppo di avvocati, giuristi e studiosi, ed ha, nel tempo, contribuito con suoi documenti all’elaborazione dei testi normativi statali e comunitari in materia di immigrazione, asilo e cittadinanza.

Quella stessa mattina i ragazzi hanno avuto l’occasione di ascoltare un ragazzo ivoriano che ha condiviso la dura storia di fuga dal suo paese verso un futuro di libertà e la 4a bio ha condiviso con i compagni la partecipazione ad un progetto internazionale sulle migrazioni.

Infine il 2 maggio l’Istituto ha preso parte all'iniziativa nazionale "Scuole in piazza x la pace e la solidarietà". Le docenti Dematteis, Desanso e Salvadori hanno raccolto  vari progetti e le iniziative svolte sulla tematica durante l’anno ed hanno dato vita ad un evento composito. La mattinata si è aperta con uno spettacolo di teatro delle ombre, che ha permesso di fare memoria della Shoah attraverso il racconto della storia di una famiglia ebrea. Gli studenti di 2H e 3C ele sono saliti sul palco per leggere le poesie " Mare Nostrum" di Erri De Luca e "Itaca" di Costantino Kavafis. E’ stata poi condivisa la storia di Nicolò Govoni, un ragazzo di 26 anni che ha aperto la prima scuola per bambini rifugiati nell'isola greca di Samos. Il video "Choose your future" è stato l'occasione per riflettere sui valori che guidano le nostre scelte. Le voci e gli strumenti di studenti e docenti della Majo Band attraverso la musica ci hanno fatto volare alto su sogni di pace e bellezza. In chiusura gli studenti della 4Abio hanno presentato il lavoro sui migranti, preparato per il soggiorno in Polonia, e hanno coinvolto tutti gli studenti presenti con un gioco di ruolo che ha permesso loro di calare la propria vita nei panni di un’altra persona.

Complessivamente i riscontri sono stati decisamente numerosi e positivi sia da parte dei ragazzi, che hanno manifestato attenzione e spirito critico nei confronti delle tematiche proposte, sia da parte dei docenti che, nel rispetto delle loro specificità,  hanno collaborato per la crescita dell’informazione e della consapevolezza degli studenti.

                                                                                                                                                   Elena Celebrano, Chiara Dematteis, Anna Desanso, Alberto Elia ​

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​Come gli anni scorsi il progetto Scuola Aperta viene riproposto in questo anno scolastico agli studenti in difficoltà sia del biennio sia del triennio. L’obiettivo primario del progetto Scuola Aperta...
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Come gli anni scorsi il progetto Scuola Aperta viene riproposto in questo anno scolastico agli studenti in difficoltà sia del biennio sia del triennio.

L’obiettivo primario del progetto Scuola Aperta consiste nel tentare di suscitare nell’allievo in difficoltà la motivazione ad apprendere, far rinascere la curiosità, la voglia e la necessità di apprendere come segno del nostro “essere vivi” nella consapevolezza che l’ostacolo maggiore al successo per i nostri studenti è la demotivazione e che non si può costringere una persona a compiere un’azione soprattutto se mentale.

Un altro obiettivo del progetto è il richiamo e il rinforzo di apprendimenti pregressi, dato che gran parte dell’apprendimento scolastico si fonda su acquisizioni che devono essere già possedute dall’allievo: nel senso che quello che lo studente ha appreso in un determinato momento deve spesso essere usato per imparare nuovi concetti.

Ultimo obiettivo è aiutare lo studente ad organizzare lo studio individuale pianificando tempi, tenendo conto di vari elementi (come sport, hobby, relax ecc.), luoghi, modalità di studio (revisione appunti, annotazioni, schemi, ecc.) e di autoverifica per tenere sotto controllo ansia ed emotività.

Ai pomeriggi (lunedì, martedì e giovedì) di Scuola Aperta sono iscritti e frequentano ad oggi un centinaio di allievi del biennio aiutati nelle attività di studio ed esecuzione dei compiti da una trentina di studenti Tutor delle classi terze e quarte, che si alternano per un’equa distribuzione delle risorse.

Ai ragazzi del triennio è stato offerto uno sportello per le materie professionalizzanti di ogni specializzazione  come recupero/rinforzo sui nodi concettuali di tali discipline.

I ragazzi Tutor si rapportano in modo semplice ed immediato, utilizzando un linguaggio condiviso, con gli studenti dei primi anni facilitando l’acquisizione di concetti e favorendo l’esplicitazione delle difficoltà incontrate.

I docenti che aderiscono al progetto intervengono come supervisori sia per chiarimenti su nodi concettuali delle singole discipline, sia sulle difficoltà di organizzazione dello studio, sia su aspetti motivazionali.

Si crea quindi una sinergia tra allievi in difficoltà, allievi Tutor e docenti che con entusiasmo lavorano allo scopo di diminuire i casi di insuccesso scolastico.

Riusciranno i nostri eroi a raggiungere lo scopo, almeno parzialmente? Questa è la sommessa!

Un grazie al prof. Alberto Maiorca per la sua disponibilità e alle allieve Arina ed Erica per la loro assidua presenza nei pomeriggi di Scuola Aperta.

Si ringrazia, inoltre, la “Fondazione Ferrero”  per il sostegno ed il contributo per  valorizzare l’impegno dei ragazzi tutor.

                                                                                                                                                             Grazia Elda Sciarrone

 

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​Dopo un’attesa di alcune settimane e il superamento del collaudo finale, il Majorana riavrà il suo laboratorio di Biotecnologie. Sono infatti terminati i lavori di ammodernamento della struttura...
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Dopo un’attesa di alcune settimane e il superamento del collaudo finale, il Majorana riavrà il suo laboratorio di Biotecnologie. Sono infatti terminati i lavori di ammodernamento della struttura e di implementazione dell’attrezzatura scientifica, resi possibili grazie ai finanziamenti europei ottenuti con la vincita di un bando PON 2014-2020. Lo spazio esistente è stato trasformato nella logica di un’unica area di apprendimento versatile, in cui gli studenti hanno a disposizione sia uno spazio per la didattica sperimentale (SpazioLab) sia uno, potenziato da strumenti digitali, in cui effettuare la rielaborazione dei dati, l’approfondimento teorico, la discussione, il confronto (Spazio4.0). La nuova disposizione degli arredi (con banchi modulari a disposizione variabile e banconi da lavoro più ergonomici e attrezzati) permetterà un maggior uso di approcci didattici basati sul cooperative learning, il problem solving e il learning by doing e faciliterà inoltre l’accesso ai soggetti con disabilità fisico motorie.  In questi nuovi spazi potranno essere sviluppate innovative attività curricolari interdisciplinari di Learning stories con allestimenti di scenari multidisciplinari (es. risoluzione di casi investigativi, con l’ausilio di competenze di anatomia, biologia molecolare, chimica analitica e strumentale). Il finanziamento ha infatti permesso l’acquisto di strumentazione scientifica laboratoriale avanzata quale un termociclatore per l’amplificazione del DNA (PCR) e attrezzature per la migrazione elettroforetica degli amplificati, che permetteranno agli studenti l’allestimento di un numero potenzialmente infinito di esperimenti e la riproduzione di tipologie di ricerche normalmente eseguite nei laboratori biotecnologici universitari e nei centri di ricerca privati. Per allenare gli studenti a produrre esperimenti di questo genere via via più complessi, sono stati acquistati specifici kit didattici pensati per familiarizzare con una molteplicità di queste tecniche, quali  il kit Forensic DNA Fingerprinting, che riproduce una tecnica largamente utilizzata per l’identificazione di profili genetici (usati, ad esempio, nei test di paternità, per individuare potenziali assassino fra una molteplicità di indiziati a partire da tracce biologiche, per l’identificazione di nuove specie in biologia evolutiva), il kit The Secrets of the Rainforest™  che porta gli studenti in un'avventura che parte dalla foresta pluviale andina e prosegue in una società di biotecnologia impegnata nello sviluppo di nuovi composti farmaceutici,  il kit The Crime Scene Investigator PCR Basics™ Kit, un altro tipo di kit introduttivo che consente agli studenti di simulare le procedure di identificazione del  DNA comunemente usate nei laboratori forensi.

La realizzazione di questo nuovo e moderno spazio alternativo per l’apprendimento (SpazioLab e Spazio4.0) arricchisce l’istituto di un ambiente aperto, connesso e facilmente riconfigurabile a seconda del tipo di attività che si vuole svolgere, e che può essere usufruito sia in orario curricolare dalle classi di biotecnologie e per attività in orario extrascolastico (ad esempio per corsi di formazione dei docenti o per attività culturali aperte al territorio).

 

Chiara Bertolino, Astrid Pizzo, Stefano Quadro

 

 

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CIRCOLARI

  • DOCENTI
  • STUDENTI
  • PERSONALE ATA
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eTwinning/Erasmus Plus

eTwinning 

eTwinning è una piattaforma per le scuole dei paesi europei per comunicare, collaborare, sviluppare progetti e condividere idee. Il nostro Istituto è stato riconosciuto a livello europeo come scuola eTwinning per l'innovazione didattica.

Erasmus plus 

Erasmus Plus è il programma dell’Unione europea per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport 2014-2020. Il nostro Istituto ha visto finanziato il progetto biennale "Costruire uguaglianza sulla diversità" che prevede mobilità con i partner europei.


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CERTIFICAZIONI

 

Il First Certificate in English (FCE) è una certificazione di livello intermedio-alto che dimostra l'abilità di utilizzare l'inglese scritto e parlato quotidianamente per motivi di lavoro o di studio.

 

Il Preliminary English Test (PET) rappresenta il secondo livello degli esami Cambridge in English for Speakers of Other Languages. Il PET valuta la capacità di comunicazione quotidiana nella lingua scritta e parlata

 

Cisco Networking Academy la certificazione sui dispositivi di rete più prestigiosa e qualificata.

Per informazioni contattare il Prof. Renato Rondano.

 

Patente Europea del Computer

Per informazioni inviare una e-mail all'indirizzo ecdl@itismajo.it.

 

MTA (Microsoft Technology Associated) la certificazione sulla programmazione di base più qualificata e indipendente dalle tecnologie software.

Per informazioni contattare il Prof. Ferdinando Sanpietro.

 

PHP on MySQL la certificazione open source sulla programmazione Web back-end più qualificata.

Per informazioni contattare il Prof. Ferdinando Sanpietro.

Per saperne di più consulta il volantino delle certificazioni informatiche


 

ECDL Health è un programma di certificazione sul corretto utilizzo delle tecnologie digitali nel trattamento dei dati sanitari dei pazienti.

Per informazioni contattare il Prof. Carlo Gino.

Per saperne di più consulta la pagina www.itismajo.gov.it/ecdl-health

 

Il Patentino della Robotica COMAU permette di ottenere una certificazione riconosciuta a livello internazionale nell'ambito dell’automazione industriale. Il percorso di formazione ha una durata di 100 ore.

Per informazioni contattare il Prof. Giuseppe Minutoli.

Per saperne di più consulta la locandina.


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Portale per la chimica

Portale tematico dedicato alla chimica ed alla educazione scientifica redatto dagli studenti che si ritrovano nel laboratorio di chimica al pomeriggio e che organizzano spettacoli itineranti di magie delle scienze.


Al termine dei lavori tutto il materiale viene pubblicato in rete su questo portale. Nel portale potrete trovare documentazione, immagini e video relativi a centinaia di esperimenti scientifici.... da non perdere!

www.itismajo.gov.it/chimica

Portale per la chimica 
 

MANIFESTI PROGETTO SICILIA 100% ANTIMAFIA

Il progetto Sicilia 100% antimafia è nato dal consiglio di classe della II O che ha costruito, attorno ad un percorso organizzato da Addiopizzo Travel di Palermo, una proposta didattica che ha coinvolto studenti e famiglie. Oltre ad un'attività didattica in classe che ha visto i ragazzi informarsi sul tema delle mafie, dei loro meccanismi di esistenza e di radicamento sul territorio, nel tessuto economico locale e nazionale e nell'amministrazione pubblica, il progetto ha previsto un viaggio a Palermo che ha consentito ai ragazzi di indagare diverse realtà  in un percorso totalmente dedicato all'argomento. Si è snodato fra luoghi più significativi della provincia di Palermo in un percorso di conoscenza e consapevolezza:
  • la sede dell'associazione di Addiopizzo
  • piazza Magione e il quartiere della Kalsa (quartiere in cui sono cresciuti Falcone e Borsellino
  • il negozio di Libera con i prodotti di Libera Terra
  • Corleone e la sede del laboratorio della legalità
  • Trappeto e il Borgo (centro di formazione fondato da Danilo Dolci)
  • azienda agricola Marisco fattoria solciale aderente ad Addiopizzo
  • Capaci luogo della strage che ha visto la morte fra gli altri del giudice Falcone
  • Cinisi: la casa museo di Peppino impastato
  • Cinisi: Radio Cento Passi
  • Palermo: negozio "La coppola storta" aderente alla rete Addiopizzo
  • Palermo: Palazzo di Giustizia e piazza della Memoria
  • Palermo: via D'Amelio luogo della strage in cui è morto fra gli altri il giudice Borsellino​

Manifesto progetto sicilia 100% antimafia 1
Manifesto progetto sicilia 100% antimafia 2
Manifesto progetto sicilia 100% antimafia 3

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    TPSIT - PON ASL - rif Baldino
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Amministrazione Trasparente

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L'auditorium di Istituto è dotato di 350 posti e di dotazioni multimediali avanzate. Per prenotazioni verificare il calendario online e contattare l'ufficio tecnico 0114113334 ufftec@itismajo.it
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Microsoft Imagine offre a studenti con competenze di qualsiasi livello gli strumenti, le risorse e l'esperienza necessari per ottimizzare le proprie capacità e utilizzarle correttamente nel mondo del lavoro. Che si tratti di creare un gioco, progettare un'app o avviare un progetto, Microsoft Imagine consente agli studenti di sviluppare le proprie idee e realizzarle con determinazione.

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Lo sportello della biblioteca è aperto nel seguente orario.

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L'Istituto è uno dei centri di eccellenza dell'Associazione Dschola per la diffusione delle tecnologie didattiche nelle scuole del Piemonte.
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