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NOTIZIE

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​Come disposto dall’Ordinanza contingibile ed urgente n.1, riportata in allegato, l’ITI E.Majorana sarà chiuso dal 24 al 29 febbraio. A tutto il personale si chiede di...
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Come disposto dall’Ordinanza contingibile ed urgente n.1, riportata in allegato, l’ITI E.Majorana sarà chiuso dal 24 al 29 febbraio.

A tutto il personale si chiede di verificare quotidianamente il sito e la bacheca web per eventuali comunicazioni urgenti. ​
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​Cosa porto con me al ritorno da Prali da conservare per lungo tempo? Un’intensa felicità (Giorgia) Questa esperienza mi ha fatto capire che a volte non ragioniamo abbastanza prima...
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Cosa porto con me al ritorno da Prali da conservare per lungo tempo?

Un’intensa felicità (Giorgia)

Questa esperienza mi ha fatto capire che a volte non ragioniamo abbastanza prima di agire e parlare (Asia)

Questa esperienza mi ha fatto pensare che ognuno ha un peso, una responsabilità e un potere, un’influenza sulle cose e le persone che lo circondano. (Anita)

Dal soggiorno a Prali mi porto dietro il significato di cooperazione , la fiducia nei miei compagni di squadra, la sincerità e la comprensione dei miei amici nei miei confronti, ma anche il loro coraggio di dirmi e di farmi notare i miei errori. (Alice)

Da Prali mi porto dietro l’importanza del lavorare in squadra e non lasciare mai indietro nessuno, perché come si impara ad Agape “insieme si può”. (Brian)

Un’esperienza come quella di Agape non si fa da tutte le parti, spero di tornarci e far conoscere questa struttura a più persone possibile. (Simone)

Nello zaino della vita dopo questo soggiorno mi porto la coerenza e il rispetto che sono alla base dell’amicizia e della formazione di un gruppo. (Sara)

Nel bagaglio della vita mi porto l’idea di non giudicare prima di conoscere di non seguire gli stereotipi (Giorgia)

Dopo Agape vorrei cercare di fare qualcosa per questa società (Giorgia)

Porto con me il sentirmi libera di esprimere i miei pensieri e il silenzio per rispettare le persone che parlano (Martina)

Quest’esperienza ha rafforzato la mia capacità di collaborare (Sophie, Martina, Emanuele, Ilaria)

Ho imparato che nella vita non possiamo contare solo su noi stessi, ma abbiamo bisogno di qualcuno con cui discutere e confrontarci per le nostre scelte (Sebastian)

Porto con me la voglia di collaborare con gli altri, di fare nuove amicizie, di non dare giudizi affrettati e di esprimere me stessa in ogni casa che faccio (Antonella)

Aver sentito di essere stata quasi completamente libera e il divertimento con i miei compagni e i  miei insegnanti (Carlotta)

Aver imparato a non giudicare perché ognuno può essere chi vuole e deve essere se stesso, ma anche ad esercitare il libero pensiero (Martina, Vittoria)

Agape mi ha aperto gli occhi sulla società in cui vivo (Alina)

                                                                                  Parole fra le righe scritte dai ragazzi della 1^N​

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​Progetto di sensibilizzazione sull’abuso di alcool rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado, a genitori, educatori e insegnanti. Il progetto dell’Associazione Impegnarsi Serve Onlus è...
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Progetto di sensibilizzazione sull’abuso di alcool rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado, a genitori, educatori e insegnanti.

Il progetto dell’Associazione Impegnarsi Serve Onlus è stato realizzato su tre classi seconde del nostro Istituto ed articolato, per ogni classe,  in tre incontri di due ore ciascuno.

L’argomento dell’abuso di sostanze alcoliche da parte degli adolescenti è stato affrontato in modo graduale: dalla produzione illegale di bevande alcoliche in diversi Paesi di altri continenti ai messaggi ingannevoli della pubblicità, alle occasioni e motivazioni che spingono gli adolescenti  a consumare bevande alcoliche (anche attraverso la visione di un film realizzato da studenti di Roma), fino agli aspetti medici del problema, cioè le conseguenze a breve e lungo termine sulla salute.

Mi sembra di poter affermare che uno dei punti di forza di questa esperienza sia stato la metodologia con cui le formatrici hanno impostato il lavoro in classe: infatti immediatamente i ragazzi sono stati direttamente coinvolti, incuriositi, stimolati a ragionare , a porre domande e a ricevere delucidazioni ed informazioni attendibili e documentate.  Un’occasione di riflessione anche per noi genitori e docenti: un richiamo ad essere sempre attenti ad ogni segnale di disagio che i nostri ragazzi manifestano, in modo più o meno palese; a non trascurare l’importanza del dialogo con adolescenti spesso confusi  da ingannevoli messaggi  o attratti dallo “sballo” come forma di aggregazione sociale.

I ragazzi e le ragazze delle classi coinvolte nel Progetto hanno dimostrato  interesse ed attenzione per tutta la durata degli incontri ed hanno saputo intervenire con osservazioni non banali.  L’auspicio è che si possa, in futuro, estendere il progetto ad un numero maggiore di destinatari, magari coinvolgendo anche i genitori, gli allenatori sportivi e chi vive con gli adolescenti: sarebbe un bel modo di costruire una “squadra” attrezzata a far fronte comune contro l’abuso di qualsiasi sostanza pericolosa!

                                                                                                                                             Beatrice Ronco

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​Nella giornata di venerdì 22 novembre io e la mia classe abbiamo partecipato al FISV Day presso la Cavallerizza Reale di Torino, per un incontro sulle biotecnologie...
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Nella giornata di venerdì 22 novembre io e la mia classe abbiamo partecipato al FISV Day presso la Cavallerizza Reale di Torino, per un incontro sulle biotecnologie applicate alla biologia vegetale.

Il convegno è iniziato con l’esposizione da parte della professoressa Valeria Poli dell’ università degli studi di Torino dei grandi risultati che sta riportando Torino sotto l’aspetto di formazione universitaria, come i 75000 iscritti e un aumento annuo di 2000 studenti.

Successivamente il professor Giovanni Destro Bisol, del Dipartimento di Biologia Animale edell’Uomo Sapienza Università di Roma, ha discusso l’importanza che le piante e le tecnicheagricole hanno avuto sulla nostra evoluzione: ad esempio, facendo riferimento ad alimentazione,agricoltura e salute, abbiamo discusso di come i primi Homo sapiens provenienti dall’ Africa circa 200000 anni fa avessero una dieta più sana rispetto a quella odierna, dando la priorità alla raccolta di frutti piuttosto che alla caccia, o di come la malaria sia stata la più grande sfida che l’umanità ha affrontato nella sua storia, e di come dipendesse da fenomeni complessi legati alle tecniche di agricoltura.

La seconda docente a intervenire è stata Maria Ludovica Gullino dell’Università degli Studi di Torino e ha spiegato l’importanza che le piante hanno sulla vita di tutti i giorni, e l’importanza di proteggerle. Questo compito spetta ai fitopatologi, senza il loro intervento avremmo una grandissima perdita dei raccolti, come accadde alle Hawaii negli anni ‘40 con il virus dell'anello di papaia (Squash mosaic virus, SqMV), che colpì le piantagioni di papaia: grazie alle prime biotecnologie, venne prodotta una tipologia di papaia OGM resistente al virus e fu possibile salvare una delle più grandi coltivazioni di papaia a livello mondiale.

La terza professoressa è stata Monica Mezzalama del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari e AGROINNOVA , che ha parlato della salute delle piante nei paesi in via di sviluppo che è molto più problematica di quella delle coltivazioni in regioni più sviluppate per colpa di condizioni favorevoli alla proliferazione di batteri patogeni e mancanza di strumenti per eliminarli, mancanza di acqua e di vie di comunicazioni per ottenere varietà di piante più resistente.

La quarta professoressa è stata Maria Caramelli dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino, che ha parlato delle malattie connesse all’alimentazione, principalmente di natura microbiologica, cheriguardano quindi virus e batteri in grado di provocare intossicazioni e infezioni, gran parte di essi  hanno come vettore di diffusione gli animali e sono in aumento da quando sono in voga pratiche alimentari basate sul crudismo.

Piero Cappuccinelli, dell’Università degli Studi di Sassari, ha invece parlato del microbiota, l’insieme dei milioni di batteri che vivono in simbiosi nel corpo umano: negli ultimi anni le pubblicazioni su questo argomento sono notevolmente aumentate rispetto a qualche decina di anni fa. Per scoprire e catalogare le differenti specie che compongono il microbiota è necessario eseguire un sequenziamento del DNA delle feci di una persona, attraverso il sequenziamento del DNA delle feci si può anche determinare lo stato di salute della persona perché quando si riscontra una ridotta varietà di microrganismi si ha una maggiore possibilità di andare incontro a malattie intestinali. Di conseguenza, modificare il microbioma migliorerebbe anche la salute.

La professoressa Carla Maria Zotti del dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche Università degli Studi di Torino ha parlato infine dei vaccini, un argomento molto discusso ultimamente. Negli ultimi anni si sono susseguite molte fake news che parlavano dell’inutilità dei vaccini o addirittura di come essi potessero provocare l’autismo: i vaccini sono invece un aiuto fondamentale per la protezione da diverse malattie: malattie molto diffuse e gravi sono drasticamente diminuite, come la poliomielite che nel 1988 furono riportati circa 350000 casi nel mondo mentre nel 2018 solo 33, e nessuno di questi in Italia. Nei casi di persone non vaccinate per varie ragioni, come un eventuale allergia o immunosoppressione, per la loro protezione è necessario che la maggior parte delle persone sia vaccinata perché se la maggioranza degli individui di una comunità è vaccinata non è presente un vettore di diffusione, evitando così che gli individui non vaccinati vadano a contatto con la malattia, con gravi conseguenze, e aumentino le probabilità di diffusione della stessa. Ragionando sull’ultimo discorso si può comprendere che le persone non vaccinandosi non solo fanno del male a se stessi ma rischiano di far ammalare anche altre personeche non hanno la possibilità di ricevere il vaccino.

L’incontro si è concluso con il discorso di Jacopo Cardinale, studente del quarto anno del liceo Classico Alfieri di Torino, che ha parlato del suo rapporto con la scienza. Jacopo ha partecipato  l’anno scorso alle olimpiadi internazionali di scienze della terra dove si è qualificato per le internazionali, vincendo addirittura una medaglia d’argento. Quest’anno ha ripetuto l’esperienza, essendo passato alla classe terza ha dovuto gareggiare nella sezione del triennio con materie più complicate come biologia, questa volta ottenendo una medaglia di bronzo. Il suo intervento ci  ha fatti ragionare sulla nostra passione per la scienza, spingendoci a coltivarla il più possibile per poter partecipare ad esperienze come quella a cui ha partecipato lui. Da questa esperienza ho appreso che la scienza ci tocca in ogni cosa che facciamo quotidianamente anche con meccanismi più complessi; ho acquisito anche informazioni che un giorno potrebbero essermi molto utili per le mie scelte future e anche ricevuto un messaggio importante che è quello di coltivare il più possibile la mia passione per le scienze per ottenere risultati sempre migliori.

Fabio Reinero​

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​Venerdì 14 febbraio un gruppo di otto ragazzi di quinta A biotecnologie parteciperà alle selezioni locali delle Olimpiadi delle Neuroscienze. Si tratta di un evento internazionale  che ha...
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Venerdì 14 febbraio un gruppo di otto ragazzi di quinta A biotecnologie parteciperà alle selezioni locali delle Olimpiadi delle Neuroscienze. Si tratta di un evento internazionale  che ha come obiettivo l’accrescimento dell’interesse per lo studio della struttura e del funzionamento del cervello, l’organo più complesso del nostro corpo.  Intelligenza, memoria, emozioni, ma anche stress, invecchiamento, sonno e malattie del sistema nervoso. Questi sono gli argomenti su cui sono chiamati a cimentarsi i nostri ragazzi.

Le Olimpiadi delle Neuroscienze sono inserite nel Programma annuale per la valorizzazione delle eccellenze del MIUR (D.M. 541, 18 giugno 2019).

I primi cinque classificati nella selezione locale parteciperanno alle selezioni regionali e quindi, in caso di vittoria, alle selezioni nazionali.

ll vincitore, che rappresenterà l'Italia, riceve una borsa di studio per partecipare alla competizione internazionale (IBB) che si terrà a Washington (USA) nell’ambito del Congresso dell’American Psychological Association (2020 APA Convention, 6-9 agosto 2020).

Un bel percorso, sicuramente impegnativo, ma stimolante. Forza ragazzi.

Margherita Dela Pierre​

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​L'inclusione scolastica non può essere solo un'aspirazione: è, per ciascun alunno, un diritto sancito dalla CONVENZIONE ONU sui diritti delle persone ( Assemblea Generale , 2006 e...
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L'inclusione scolastica non può essere solo un'aspirazione: è, per ciascun alunno, un diritto sancito dalla CONVENZIONE ONU sui diritti delle persone ( Assemblea Generale , 2006 e ratificata dall'Italia, 2009), raccomandato dall'UNESCO e, in Italia, sancito anche  dalla Costituzione.

Il Majorana, come scuola,  lavora in questa direzione per rendere effettivo questo diritto, perchè costruire una scuola inclusiva è infatti condizione imprescindibile per costruire Società inclusive e quindi costituzionali, garantendo davvero a tutti gli alunni, nessuno escluso, la possibilità di dare il meglio di sé, valorizzando le potenzialità di ciascuno. In questa ottica il nostro Istituto , ha partecipato già lo scorso anno scolastico, al percorso formativo Dislessia Amica Livello Avanzato, della durata di 50 ore, svoltosi in modalità e-learning, rientrante nel progetto Dislessia2.0 Soluzione Digitale, collaborando con l'AID (Associazione Italiana Dislessia).

Il corso, strutturato in due fasi di lavoro, attraverso percorsi metodologici, indicazioni operative con riferimenti alla Normativa, ha mirato ad orientare la didattica e la struttura organizzativa della scuola, al fine di valorizzare ed incentivare modalità e strategie di apprendimento, più funzionali per gli studenti DSA.

Con questi presupposti e consapevoli che la sfida verso una concreta Inclusione sia importante,   quest'anno il Majorana ha organizzato il 17 Dicembre 2019, presso il nostro Auditorium, il corso di Formazione Hikikomori “ Non perdiamoci di vista “, rivolto alle scuole secondarie sul territorio di Grugliasco, Collegno e Rivoli, con la partecipazione dell'USR di Torino e l'Associazione Hikikomori Italia Genitori, per la promozione della cultura e la definizione di strategie d'intervento sull'emergente fenomeno del ritiro sociale volontario (Hikikomori).

Il corso ha promosso i principi  e le finalità presenti nel PROTOCOLLO D'INTESA  stipulato tra la Regione Piemonte, l'Ufficio scolastico regionale per il Piemonte  del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca  e l'Associazione Hikikomori Italia Genitori, nell'Ottobre 2018.

Il ruolo della Scuola nel conoscere e ri-conoscere , intercettando precocemente i segnali di ritiro  sociale volontario negli studenti, è fondamentale,  per poter progettare e intervenire mettendo in campo differenti strategie  virtuose, in un'ottica di condivisione con tutti gli attori presenti in tale processo.

                                                                                                                      Roberta Noschese

 

 

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​Il secondo progetto Erasmus+ del Majorana, che coinvolge la 4Abio, è ormai iniziato. La prima mobilità in Germania è già Storia e stiamo preparando un viaggio di...
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Il secondo progetto Erasmus+ del Majorana, che coinvolge la 4Abio, è ormai iniziato. La prima mobilità in Germania è già Storia e stiamo preparando un viaggio di fine aprile in Slovacchia (cui seguiranno Polonia e Lituania). Il percorso, biennale, è ancora lungo ma è già possibile avviare qualche riflessione.

I feedback dei primi studenti coinvolti sono molto interessanti: dichiarano che lo scambio è stata un’esperienza trasformativa e, avendoli osservati con attenzione, credo sia vero. Alcuni fra loro non avevano mai preso un aereo, eppure si sono aperti al mondo superando brillantemente il timore di essere accolti in una famiglia che non è la propria, composta da persone mai viste che parlano un’altra lingua.

La sfida era decisamente alta, per certi versi ardita, eppure né la lingua né la scarsa esperienza del mondo sono stati un problema. L’inglese scolastico si è sciolto rapidamente ed è venuta fuori anche la voce dei più timidi, i quali, in un contesto diverso da quello usuale, hanno acquistato sicurezza e si sono scoperti più comunicativi del solito. Le famigerate e temute “diverse abitudini” non si sono rivelate poi così “diverse”: l’integrazione in famiglia è stata per tutti più che positiva e ognuno è tornato a casa coperto di piccoli regali e di rimpianto per un’ospitalità offertaci con generosità e grande convinzione.

Essere immersi per una settimana in un altro tipo di socialità ha messo i nostri ragazzi nella condizione di confrontare, per la prima volta, sistemi diversi: hanno potuto osservare lo stato delle strade, le strutture delle scuole, la qualità del cibo, la prossemica e il tono di voce delle persone, la qualità delle ferrovie…e su alcune cose le idee preconcette sono state smentite. Insomma, l’Erasmus è davvero un’esperienza che inocula i principi della democrazia e del confronto attraverso il vissuto e non mediante discorsi astratti, spesso percepiti come vuoti. 

E per noi docenti? Naturalmente valgono buona parte delle cose dette per gli studenti, anche se la sfida più interessante è di natura didattica. La difficoltà più grande, almeno per me, è integrare nell’offerta formativa tradizionale un lavoro che richiede lo sviluppo di temi, problemi e metodi distanti da quelli a cui siamo abituati. Mi sono resa conto che, nonostante i programmi non esistano più da molti anni, faccio fatica a sentirmi libera di percorrere strade veramente alternative, anche quando sarebbero senz’altro significative e molto arricchenti per i ragazzi. Su questo punto credo sia necessario più coraggio nel mettere da parte la programmazione tradizionale e individuare altri percorsi, meno battuti e non ancora tracciati. Sarebbe anche importante avviare un lavoro più integrato da parte del consiglio di classe e, in generale, preparare l’esperienza coinvolgendo docenti motivati che si muovano, più o meno compattamente, nella stessa direzione.

L’esperienza insegna: ciò che abbiamo imparato e dobbiamo ancora imparare ci sarà utile per il prossimo futuro. Credo infatti che una volta aperta la porta all’innovazione non si possa e non si debba più richiuderla. Le opportunità sono enormi, per tutti i soggetti coinvolti, basta solo imparare a sfruttarle nel modo più intelligente.

                                                                                                          Francesca Salvadori

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​Conversazione immaginaria n. 1 fra colleghi prima del soggiorno -          Io proprio non capisco perché ce li portate i ragazzi. -          Li portiamo perché … -          Non lo capisco lo stesso. -          Ma, hai...
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Conversazione immaginaria n. 1 fra colleghi prima del soggiorno

-          Io proprio non capisco perché ce li portate i ragazzi.

-          Li portiamo perché …

-          Non lo capisco lo stesso.

-          Ma, hai mai partecipato ad uno stage di accoglienza di una prima?

-          No, mai

-          Ah, capisco.

 

Conversazione immaginaria n. 2 fra colleghi prima del soggiorno

-          Allora, la tua prima parteciperà al soggiorno?

-          Eh, non so. Dobbiamo vedere com’è la classe.

-          Scusa, non capisco. Se fosse una bella classe non la portereste? Non avrebbe il diritto di partecipare?

-          Non è questo il problema. Se è una classe difficile la lasciamo a casa.

-          Che se senso ha? Non è una gita premio, più i ragazzi mostrano problemi relazionali fra loro e con i docenti, meno sono stimolati dalle attività scolastiche e inclini a rispettare le regole, più è interessante coinvolgerli in questa attività. E’stata pensata proprio come rinforzo delle competenze di cittadinanza. Sono queste le occasioni per stare insieme, per conoscersi, per sperimentare contesti reali di qualità, nei quali ritrovare i valori per la società di domani

-          Ah, guarda. Glielo abbiamo già detto: se non vi comportate bene non vi portiamo. Ce lo hanno detto anche alcuni genitori: se non migliorano i voti non li mandiamo

-          -Per caso non stiamo facendo come quei medici che preferiscono curare pazienti sani? Così non rischiano di sbagliare ed è più facile.

 

Conversazione immaginaria n. 3 fra docenti partecipanti al soggiorno al loro ritorno

-          Che mi dici di Prali? Come ti è sembrata la struttura? Le attività?

-          Mi sembra che alla base di tutto pulsi un’idealità, un modello educativo”

-          A me è piaciuto il mettersi in gioco degli educatori, la proposta di attività coinvolgenti. Il modello un po’ meno professionale rispetto al passato ha pagato molto in termini di coinvolgimento e sintonia con i ragazzi

-       Ah sì, questi ragazzi che vengono da ogni parte del mondo a lavorare con i nostri studenti, sono stati davvero una piacevole scoperta

-     E poi bello il coinvolgimento nelle attività di gestione della struttura. I ragazzi si sono divertiti ad apparecchiare, sparecchiare, lavare piatti e pentole, aiutare in cucina dopo il pasto. Lo avresti mai detto?

-         I ragazzi sanno sempre sorprenderci in contesti positivi.

 

Conversazione immaginaria n. 4 fra chi vi è stato e chi no

-         Cosa ti ha colpito maggiormente del soggiorno di quest’anno?

-     Il modello Agape! E’ un posto unico gestito totalmente da volontari in piena sintonia educativa, in cui tutto è volto all’incontro, alla relazione, allo stare insieme di qualità.

-         Cioè?

-        La stanze sono piccolissime, per evitare che i ragazzi si isolino, senza chiavi, gli spazi comuni ampi, per il gioco e le attività insieme. Le due classi partecipanti lavorano sempre insieme e non si genera confusione.  Il bar non smercia Coca Cola, i pasti non prevedono cibo da mensa, la raccolta differenziata è totale. I messaggi trasmessi ai ragazzi di estrema tolleranza e apertura all’incontro fra culture

-         Ok, ma com’è organizzato quel posto?

-      Nella struttura vivono una decina di residenti che vi lavorano gratuitamente per scelta per uno, due o tre  anni, compresi i direttori che sono obbligati a risiedere in loco. Gli altri sono in numero variabile e giungono a Prali a seconda delle necessità. Tutti hanno in comune la filosofia che sta alla base del progetto, un approccio spirituale, ma non necessariamente religioso. Molti volontari sono atei, altri di confessioni fra loro differenti.

-          Che cosa ti sei portato a casa?

-          Un aspetto quasi magico, in cui si fatica a comprendere come tutto possa funzionare con una struttura di soli volontari di cui molti non conoscono ancora la lingua italiana. L’incontro con una comunità d’altri tempi in cui è possibile trovare un senso di sé e tornare a pensare inseguendo qualche utopia e vedendola in parte concretizzarsi. Un modello educativo coerente, dal cibo, alla cura dell’ambiente, dal lavoro, alle relazioni fra persone, dal rispetto reciproco al senso di libertà per tutti.

-          Cosa ti è mancato?

-          Forse un maggiore contatto con la montagna, la neve, il paesaggio.

 

Conversazione immaginaria n. 5 fra insegnate e studenti

“Prof, è stato fighissimo”. “Ci siamo divertiti tanto”. “Ha visto? Abbiamo giocato tanto , come ci aveva chiesto, ci siamo messi in gioco”.  “E’ stato bello aiutare per i pasti”. “Le abbiamo dimostrato che sappiamo parlare uno alla volta, stare in cerchio, guardarci in faccia mentre parliamo, anche quando non siamo in classe” “Siamo una squadra?” “Abbiamo cercato di integrare anche l’altra classe. Se n’è accorto? Abbiamo fatto un po’ fatica”. “Ci torneremo l’anno prossimo?” “Ma è contento di noi?” “Vero che non si è mai arrabbiato con noi?”

“Siete stati molto convincenti. Abbiamo sperimentato il modello del rispetto , della coerenza (ci siamo anche detti quando non lo abbiamo rispettato), siete stati affidabili, sempre puntuali, collaborativi, organizzati, non vi siete mai fatti richiamare. Avete giocato da adolescenti e ragionato, per quanto possibile, da grandi. Avete autonomamente gestito in libertà il tempo della didattica e quello del gioco, la notte e il giorno con molta responsabilità”.

                                                                                                                                             Alberto Elia

 

 

 

 

 

 

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​Il soggiorno del  “Progetto Accoglienza” è trascorso in fretta a Prali per i ragazzi che per tre giorni hanno potuto vivere esperienze di condivisione, di confronto, di...
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Il soggiorno del  “Progetto Accoglienza” è trascorso in fretta a Prali per i ragazzi che per tre giorni hanno potuto vivere esperienze di condivisione, di confronto, di rispetto reciproco con i propri compagni, gli animatori del centro Agape, gli insegnanti.

Attraverso attività di gruppo strutturate i ragazzi sono stati invitati a riflettere su valori sociali, morali ed etici che li toccano da vicino, in quanto cittadini e facenti parte di una società organizzata.

Abbiamo apprezzato la presentazione del Centro Ecumenico Agape, ente nato dopo la seconda Guerra mondiale con lo scopo di riunire persone provenienti da diverse parti d'Europa che avevano vissuto la tragedia della guerra e che avrebbero dovuto trovare nel centro la Pace, la Fratellanza di altri uomini.

Alcuni giovani volontari provenienti dall’Argentina, dal Messico, dalla Germania, dall’Estonia e ovviamente dall’Italia, gestivano le attività con gli studenti e altri si occupavano della cucina, delle camere e della logistica del centro.

Alcuni di loro intrattenevano i ragazzi parlando l’inglese per comunicare.

Questo ci ha dimostrato ulteriormente quanto fossimo capitati in un posto internazionale, aperto verso gli altri e verso culture diverse.

Le attività  proposte si alternavano a momenti di pausa in cui si era  liberi di fare quello  che si desiderava. Alcuni giocavano a pingpong, altri a calcio balilla, altri ancora andavano al bar a bere una “Molecola”.

L’ultimo giorno la compilazione delle schede di valutazione ha permesso di conoscere anche le opinioni dei ragazzi ed è emerso che buona parte di loro ha apprezzato le attività proposte, anche se qualcuno le ha trovate ludiche dimostrando di aver poco compreso il valore di quanto proposto; altri si sono lamentati del poco consumo di carne nei pasti e altri ancora sulle poche uscite all’esterno per fare passeggiate e visite che avrebbero permesso i ragazzi di stare più all'aperto.

                                                                                                          Rosella Capristo

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​Mi è stato chiesto di raccontare in una manciata di parole, destinate a chi non ha vissuto l’esperienza, che cosa significa passare due notti e tre giorni...
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Mi è stato chiesto di raccontare in una manciata di parole, destinate a chi non ha vissuto l’esperienza, che cosa significa passare due notti e tre giorni a Prali, presso la struttura di Agape, con i propri studenti. La risposta è molto complessa, perché sono una sessantina di ore davvero colme di emozioni e sfaccettature, per cui ho deciso di provare a rendere l’idea ripercorrendo cronologicamente alcune delle mie sensazioni così come si sono presentate.

L’arrivo alla struttura: pietra, legno e grandi vetrate; raccolta nelle sue dimensioni; sei al chiuso, eppure sembra di svolgere le attività in mezzo al bosco innevato.

I bagni in comune: quando sono arrivato per lavarmi i denti ho trovato lì altri tre studenti; ho detto loro: “Oh no, che imbarazzo. Ora scoprirete che quando mi lavo i denti sono un macchina spargi dentifricio”. Rompere certe barriere non è facile e spaventa sempre. Forse è perché ci hanno insegnato che rompere le barriere mina il nostro ruolo, quando invece ha solo a che vedere con la vicinanza fra le persone.

Il cibo: è una piccolezza, per carità; però è forse la prima struttura in cui mi sembra che il cibo sappia di cibo e non di mensa. Alcuni studenti hanno sviluppato una dipendenza da hummus, salsa che non avevano mai assaggiato prima d’ora.

La crescita: è l’inizio del secondo giorno, quando parte la musica (richiamo per l’inizio delle attività) i ragazzi si avvicinano subito, senza bisogno di andarli a stanare come il giorno precedente. La macchina comincia a funzionare, in maniera spontanea.

Gli educatori: Lucas si avvicina per condividere un paio di riflessioni, cerchiamo Manuela per chiedere il chiarimento sul significato di un’attività, passo al bar a prendere un caffè e vedo Chiara e Lara impegnate in una partita di calcetto all’ultima pallina con due ragazzi super presi bene dell’altra prima. C’è un’ottima squadra con cui confrontarsi, crescere, ri-progettare. Siamo fondamentalmente tutti qui per lavorare, perché non c’è un attimo (a parte quando si va a dormire) che non sia a contatto con i ragazzi; eppure non si percepisce mai quel “timbrare il cartellino” che ormai scandisce ogni nostra giornata.

I messaggi che passano: Agape è impegnata su tematiche quali il razzismo, la diversità, il genere; per la struttura sono disseminati simboli che ricordano queste tematiche. È stato bello scoprire che buona parte degli studenti avevano presente il significato di quella piccola installazione rossa, composta da una sedia, una pelliccia e un paio di scarpe con i tacchi. Come mi ha fatto notare una collega, vuol dire che le giornate organizzate al Majorana per sensibilizzare su precise tematiche (in questo caso la violenza sulle donne) lasciano un’impronta importante sui nostri studenti. E, sempre come suggeriva la collega, poter fare quest’esperienza indicativamente a metà anno scolastico permette anche di verificare il raggiungimento di certi obiettivi.

Una porta: i ragazzi chiedono la nostra mano e tendono la loro. Il problema è che le quattro mura grigiastre della classe, e il panorama poco rinvigorente che si intravede fuori dalle finestre del nostro istituto (per non parlare dell’obbligo di stare sempre insieme per tutte quelle ore) buttano un sacco di fumo sia nei nostri sia nei loro occhi. A Prali questo fumo non c’è. Se solo ti metti in gioco e provi a osservare, scopri dove sta la crisi, ti rendi conto di quanto in realtà siano disposti a parlare e ad ascoltare. Prali è un’occasione per ritrovare lo stimolo. Chiaramente si tratta di una piccola occasione, ma visto che siamo abituati a navigare nel buio, anche un piccolo punto saldo può portare a grandi trasformazioni.

                                                                                                                 Riccardo Bnà​


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SCUOLA DISLESSIA AMICA

l’Istituto Scolastico E. MAJORANA (TO) ha partecipato al Corso di Formazione “Dislessia Amica – Livello Avanzato” organizzato dall’Associazione Italiana Dislessia, ente accreditato dal MIUR per la formazione del personale della scuola, ai sensi della Direttiva Ministeriale 170/2016, conseguendo il titolo di “Scuola Dislessia Amica”.


Attestato

Dislessia Amica – Livello Avanzato  
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CERTIFICAZIONI

 

Il First Certificate in English (FCE) è una certificazione di livello intermedio-alto che dimostra l'abilità di utilizzare l'inglese scritto e parlato quotidianamente per motivi di lavoro o di studio.

 

Il Preliminary English Test (PET) rappresenta il secondo livello degli esami Cambridge in English for Speakers of Other Languages. Il PET valuta la capacità di comunicazione quotidiana nella lingua scritta e parlata

 

Cisco Networking Academy la certificazione sui dispositivi di rete più prestigiosa e qualificata.

Per informazioni contattare il Prof. Renato Rondano.

 

Patente Europea del Computer

Per informazioni inviare una e-mail all'indirizzo ecdl@itismajo.it.

 

MTA (Microsoft Technology Associated) la certificazione sulla programmazione di base più qualificata e indipendente dalle tecnologie software.

Per informazioni contattare il Prof. Ferdinando Sanpietro.

 

PHP on MySQL la certificazione open source sulla programmazione Web back-end più qualificata.

Per informazioni contattare il Prof. Ferdinando Sanpietro.

Per saperne di più consulta il volantino delle certificazioni informatiche


 

ECDL Health è un programma di certificazione sul corretto utilizzo delle tecnologie digitali nel trattamento dei dati sanitari dei pazienti.

Per informazioni contattare il Prof. Carlo Gino.

Per saperne di più consulta la pagina www.itismajo.gov.it/ecdl-health

 

Il Patentino della Robotica COMAU permette di ottenere una certificazione riconosciuta a livello internazionale nell'ambito dell’automazione industriale. Il percorso di formazione ha una durata di 100 ore.

Per informazioni contattare il Prof. Giuseppe Minutoli.

Per saperne di più consulta la locandina.


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Portale per la chimica

Portale tematico dedicato alla chimica ed alla educazione scientifica redatto dagli studenti che si ritrovano nel laboratorio di chimica al pomeriggio e che organizzano spettacoli itineranti di magie delle scienze.


Al termine dei lavori tutto il materiale viene pubblicato in rete su questo portale. Nel portale potrete trovare documentazione, immagini e video relativi a centinaia di esperimenti scientifici.... da non perdere!

www.itismajo.gov.it/chimica

Portale per la chimica 
 

MANIFESTI PROGETTO SICILIA 100% ANTIMAFIA

Il progetto Sicilia 100% antimafia è nato dal consiglio di classe della II O che ha costruito, attorno ad un percorso organizzato da Addiopizzo Travel di Palermo, una proposta didattica che ha coinvolto studenti e famiglie. Oltre ad un'attività didattica in classe che ha visto i ragazzi informarsi sul tema delle mafie, dei loro meccanismi di esistenza e di radicamento sul territorio, nel tessuto economico locale e nazionale e nell'amministrazione pubblica, il progetto ha previsto un viaggio a Palermo che ha consentito ai ragazzi di indagare diverse realtà  in un percorso totalmente dedicato all'argomento. Si è snodato fra luoghi più significativi della provincia di Palermo in un percorso di conoscenza e consapevolezza:
  • la sede dell'associazione di Addiopizzo
  • piazza Magione e il quartiere della Kalsa (quartiere in cui sono cresciuti Falcone e Borsellino
  • il negozio di Libera con i prodotti di Libera Terra
  • Corleone e la sede del laboratorio della legalità
  • Trappeto e il Borgo (centro di formazione fondato da Danilo Dolci)
  • azienda agricola Marisco fattoria solciale aderente ad Addiopizzo
  • Capaci luogo della strage che ha visto la morte fra gli altri del giudice Falcone
  • Cinisi: la casa museo di Peppino impastato
  • Cinisi: Radio Cento Passi
  • Palermo: negozio "La coppola storta" aderente alla rete Addiopizzo
  • Palermo: Palazzo di Giustizia e piazza della Memoria
  • Palermo: via D'Amelio luogo della strage in cui è morto fra gli altri il giudice Borsellino​

Manifesto progetto sicilia 100% antimafia 1
Manifesto progetto sicilia 100% antimafia 2
Manifesto progetto sicilia 100% antimafia 3

    Prossimi eventi

  • FEB272020
    Lab. Info 1 - PON pensiero computazionale
    Inizio: 27/02/2020 14.30
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    Lab. Info 1 - PON pensiero computazionale
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    FEB272020
    Lab. Info 2 - Corso di recupero GPOI - Classi quinte - Prof. Gino
    Inizio: 27/02/2020 14.30
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    Lab. Info 2 - Corso di recupero GPOI - Classi quinte - Prof. Gino
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  • MAR022020
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    Lab. Info 1 - PON Gioca reale
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    Lab. Info 1 - PON Gioca reale
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    MAR042020
    Lab TPSIT - corso Cisco A2
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    Lab TPSIT - corso Cisco A2
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  • MAR042020
    Lab. Info 2 - Corso neoassunti
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    Lab. Info 2 - Corso neoassunti
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    MAR062020
    Lab. Info 1 - PON Storydoing Reale
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Amministrazione Trasparente

Albo On Line

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Codice Disciplinare

Calendario scolastico

Calendario scolastico 

PCTO

Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento 
 
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Bisogni Educativi Speciali

Bisogni Educativi Speciali

Formazione Neoassunti​

Auditorium

Auditorium ITI Majorana

L'auditorium di Istituto è dotato di 350 posti e di dotazioni multimediali avanzate. Per prenotazioni verificare il calendario online e contattare l'ufficio tecnico 0114113334 ufftec@itismajo.it
Calendario impegni
Modulo prenotazione.

Audiovisivi e Agorà

Audiovisivi ITI Majorana

Per prenotare l'aula audiovisivi o l'Agorà digitale verifica le prenotazioni online sul sito degli Audiovisivi ed invia una richiesta all'indirizzo e-mail audiovisivi@itismajo.it

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Messa a Disposizione

CMessa a Disposizione ​

Programmi e Didattica

Programmi e Didattica 
 

Microsoft Education

 

Microsoft Education Software offre a studenti con competenze di qualsiasi livello gli strumenti, le risorse e l'esperienza necessari per ottimizzare le proprie capacità e utilizzarle correttamente nel mondo del lavoro. Che si tratti di creare un gioco, progettare un'app o avviare un progetto, Microsoft Education Software consente agli studenti di sviluppare le proprie idee e realizzarle con determinazione.

Scarica il Software

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Biblioteca

Auditorium ITI Majorana

Lo sportello della biblioteca è aperto nel seguente orario.

Lean Education Network

Lean Education Network 

Associazioni

Dschola

L'Istituto è uno dei centri di eccellenza dell'Associazione Dschola per la diffusione delle tecnologie didattiche nelle scuole del Piemonte.
www.associazionedschola.it
www.dschola.it
blog.dschola.it