Annunci: La DAD vista dagli studenti del Consiglio d’Istituto

Titolo

La DAD vista dagli studenti del Consiglio d’Istituto

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Giulia Gonella 5Ai

La didattica a distanza è una sfida che abbiamo dovuto affrontare e affronteremo ancora per un po’.

La mia scuola l’ha gestita molto bene fin da subito. I miei professori, già dopo una settimana dall’inizio della quarantena, hanno contattato noi studenti per informarci come sarebbe proseguito l’anno scolastico. Si è scelta fin da subito una piattaforma per le video lezioni che io ritengo una tra le  migliori.

Posso dire di essere orgogliosa per come la mia scuola sta gestendo la didattica a distanza. Mi sono confrontata con alcuni miei amici di altre scuole e nessuna delle loro scuole ha attuato soluzioni funzionali come la nostra: per esempio l’utilizzo di un’unica piattaforma per le video lezioni per tutto l’istituto, la decisione di svolgere massimo tre ore al giorno in videoconferenza, la distribuzione di computer a chi ne aveva bisogno e il contributo per la connessione a Internet.

Un aspetto positivo, per noi studenti, di questo nuovo metodo, è la maggiore autonomia nell’organizzare lo studio. Cosa che ,personalmente, prima avendo un orario di lezioni molto rigido e più controllo da parte dei professori sullo studio non avevo molto. Per gli insegnanti penso che, nuovi strumenti per l’insegnamento come le lezioni registrate, per quanto impegnative da realizzare, possano essere utili anche al di fuori della situazione attuale.

Ci sono anche degli aspetti negativi come lo stare davanti allo schermo di un computer per più ore rispetto a prima. Per me è un aspetto  importante perché comporta un senso di fatica e stanchezza non indifferente. Un altro è la mancanza di formazione degli insegnati sul come gestire la didattica a distanza. E’ un metodo che non si era mai utilizzato, ma che probabilmente dovremo utilizzare per ancora per molti mesi. Spero che il Ministero dell’Istruzione, o chi di competenza, sviluppi dei materiali e delle forme di aiuto destinati agli insegnanti per migliorare la loro didattica.

 

Di Filippo Nicolò   5°B automazione.

 

In questi mesi ormai studenti e professori di tutta Italia sono stati obbligati a prendere confidenza con la famosa DAD, ovvero la didattica a distanza. Mi è stato chiesto di esprimere un mio pensiero su questa nuova modalità di studio, e io cercherò di farlo nella maniera più sincera possibile, affinchè si sappia cosa voglia dire veramente per noi studenti.

Preparati, o caro lettore, perchè sta arrivando una tempesta di parole che ti inonderà per bene se non trovi in fretta un posto sicuro dove leggere questo testo. Confido negli ideali democratici in cui io e il mio paese crediamo e ho la piena coscienza che di quello che sto per dire non riceverò alcun tipo di repressione che possa far riemergere spiacenti ideali e fatti politici passati.

Partiamo, quindi, con una domanda: cosa penso veramente della didattica a distanza?

Innanzitutto bisogna analizzare il contesto in cui è nata la DAD, ovvero in una situazione di emergenza sanitaria che l'umanità non vedeva probabilmente dal 1918, anno in cui è iniziata l'influenza spagnola, e bisogna ammettere che tutti siamo stati colti impreparati sotto ogni punto di vista e che quindi le lezioni informatiche son dovute partire da zero senza nessun tipo di organizzazione precedente. Fortunatamente nel 2020 creare classi virtuali ormai è alla portata di tutti e si è deciso quindi di optare per le video-lezioni, ormai credo divenute un incubo per tutti gli studenti italiani. Infatti l'idea delle video-lezioni è sicuramente grandiosa e rivoluzionaria e credo che alla fine di questa brutta esperienza le video-lezioni prenderanno un'importanza molto diversa da quelle che avevano fino a fine febbraio 2020. Il problema sta proprio in chi le applica e soprattutto come le applica. E' ormai risaputo che non tutti gli studenti italiani abbiano accesso all'istruzione pubblica, nonostante la nostra Costituzione citi il DIRITTO di riceverla. Ma tralasciando i casi disperati veniamo a noi, studenti medi italiani, intrappolati nel giogo delle video-lezioni. Ogni mattina uno studente medio italiano si sveglia e sa che dovrà fare i conti con una pressione incredibile da parte di chi “comanda” le video-lezioni, ovvero i professori. E' facile notare che molti di loro non hanno capito veramente la situazione di ognuno di noi e non riescono ad andare oltre a quello che vedono (quando noi ci facciamo vedere, per carità) nella telecamera: ovvero un ragazzo letteralmente stordito per la mancanza necessaria del sonno che fa finta di ascoltarli. Restando a casa e non muovendoci per niente, abbiamo sviluppato una pigrizia generale e grossi disturbi dell'appetito e del sonno, e il caos che regna intorno ai “ragazzi fate i compiti e studiate 365 pagine per domani” è molto simile al caos dell'esercito italiano durante la battaglia di Caporetto. Ogni professore pensa semplicemente per sé, dando ordini e compiti da fare in ogni momento e a noi ragazzi non resta altro che piangere nella speranza che qualcuno ci venga in aiuto. Chissà come mai sono anche aumentati i casi di suicidio dei ragazzi della mia età proprio in questo periodo di video-lezioni. In alcuni momenti concitati è difficile organizzarsi lo studio, tra professori sbadati che arrivano sempre all'ultimo momento e professori con manie totalitarie che non esprimono alcun tipo di misericordia verso noi studenti che attraversiamo un periodo difficile. Si potrebbe giustificare i professori, poichè non hanno il giusto supporto dai piani alti: il Ministero, come al solito, non riesce ad avere piani organizzativi tali da dare precise normative, soprattutto sulla maturità, sulla quale vagheggia un clima di disordine generale in tempi normali, figuriamoci in tempi di emergenza sanitaria (e scolastica aggiungerei) come questi. Come sempre non vi sono direttive precise, coerenti ed esaustive e quindi molti professori devono dare ampio spazio alle proprie capacità d'improvvisazione. E' inutile dire che le lezioni online vadano incontro ad un tremendo fallimento, sarà un tonfo che risuonerà gravemente nel prossimo futuro dell'istruzione italiana. Tengo a dire che temo che la scuola online, soprattutto in questo periodo, sia l'ennesima mancata opportunità per dare un definitivo scossone di ammodernamento alla scuola italiana che soffre ormai da troppo tempo di stereotipi culturali arretrati ed è basata su una mentalità ormai superata.

Mi scuso se in alcuni punti ho dovuto “marcare” il mio disappunto verso questa nuova scuola e sono andato alla ricerca disperata di un capro espiatorio, ma credo che con la più emotiva sincerità si possa esprimere veramente un pensiero che possa essere visto da un punto di vista oggettivo, facendo capire a persone non del settore quello che stiamo vivendo noi ragazzi; e rendere noto a persone del settore, invece, gli errori che stanno commettendo e la possibilità di rimediare anche se il tempo ormai potrebbe non permetterlo.

 

Andrea Romeo  4Di

Nonostante questo momenti di criticità la nostra scuola ha agito e sta agendo in maniera produttiva sulla didattica a distanza.

Vedo molto interesse negli insegnanti nel portare avanti il programma previsto per quest’anno scolastico, talvolta venendo anche incontro alle necessità degli studenti. Sebbene molti allievi hanno inteso questo momento come una sospensione dell’attività scolastica, in quanto si ha la certezza dell’ammissione alla classe successiva (ad esempio, alcune volte, in qualcuno prevale la voglia di scherzare spegnendo il microfono ai docenti o rimuovendo i propri compagni dalla lezione). tuttavia alcuni studenti hanno preso con serietà la DAD e mostrano di aver voglia di continuare a studiare.

Colgo l’occasione per ringraziare, da parte mia e di tutti gli studenti, chi ha reso possibile continuare a far si che la nostra formazione proseguisse.

 

 

Riccardo Labate 4Ci

La didattica a distanza che abbiamo testato nell’ultimo periodo ha dimostrato che si possono svolgere le comuni lezioni scolastiche anche senza recarsi presso l’istituto.

Tuttavia, come ogni cosa che si rispetti, presenta dei pregi e dei difetti: da una parte la comodità del poter svolgere le lezioni da casa, senza dover necessariamente prendere i mezzi e percorrere il tragitto scuola-casa, dall’altra si mettono in evidenza le difficoltà dei vari alunni, che hanno problemi di connessione e di l’assenza di microfono o webcam.

Fra le cose da migliorare segnalerei la gestione delle piattaforme da parte dei professori, perché d è piuttosto fastidioso dover usare più software diversi per ognuno degli insegnanti.​

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Elemento creato il 13/05/2020 22:04 da Alberto Elia
Ultima modifica eseguita il 13/05/2020 22:04 da Alberto Elia