Annunci: Riflessioni sulla didattica a distanza

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Riflessioni sulla didattica a distanza

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La didattica a distanza è arrivata in questo secondo periodo dell’anno scolastico in modo imprevedibile; chi di noi docenti avrebbe mai pensato che la nostra didattica sarebbe stata sconvolta in un intervallo di tempo così breve? Sicuramente, questo sconvolgimento è l’effetto di una causa molto grave che ha colpito tutti noi e ha modificato tutte le nostre abitudini e non sono nella didattica.  La causa la conosciamo tutti e per questo: basta non la evochiamo nemmeno più!

Il nostro lavoro a scuola si è trasformato e due nuovi acronimi non ci hanno più abbandonato: DAD che sta per Didattica A Distanzae FAD per Formazione A Distanza.

La nostra didattica abituale in presenza, con le sue cadenze, le sue scadenze, i suoi problemi e i suoi vantaggi che avevamo dimenticato, si è completamente trasformata. La voce in aula con i nostri allievi si è trasformata in un flusso di bit che viaggiano su canali di trasmissione  di Internet; i nostri compiti scritti e svolti dagli allievi sui fogli di un quaderno sono diventati i byte di file che contengono produzioni digitalizzate; le nostre lezioni in presenza con l’interazione con i nostri studenti (i loro interventi, i loro “rumori”…) sono diventati i mega byte di file video che contengono videolezioni offline.

I problemi della didattica in presenza: quanto ci mancano! Ci manca la presenza dei nostri allievi, i loro interventi eccellenti, che ci inorgoglivano, o sconclusionati che ci facevano sorridere; ci manca l’interazione che si “respira” stando in una classe. La classe già, appunto, adesso è una lezione tenuta sulla piattaforma Teams in cui il docente parla davanti al suo microfono e vede tante piccole icone che rappresentano gli allievi. 

Tutte le nostre metodologie didattiche in presenza, ampiamente consolidate e collaudate che non volevamo abbandonare, si sono volatilizzate con la DAD. 

 

Il Majo entra nel mondo della DAD

Un po’ di storia molto recente per il Majorana: il nostro Istituto ha reagito all’emergenza in tempi rapidissimi: ricordiamo? Dalla prima ordinanza dei primi di marzo, dopo una settimana un gruppo di lavoro aveva già predisposto la piattaforma Teams sul portale Office365 per poter svolgere le videolezioni. Ricordate il primo collegio docenti? Era il 9 marzo e come per magia 130 docenti,o forse più,erano collegati a distanza e stavamo progettando la nuova didattica. Non è stata una magia? Sicuramente sì una grande magia grazie al team del Majo che ha continuato predisponendo gli account per le classi, i consigli di classe, i dipartimenti ecc. Ecco fatto: una struttura complicata come quella di una scuola era stata trasformata in tante classi “digitali”. Il Majo ha iniziato subito con la DAD e questo è stato un segnale molto importante per i nostri studenti e per le loro famiglie. Non si sono sentiti mai abbandonati. Pensate che ad oggi, arriviamo a “picchi” di 800 contatti sulla piattaforma Moodledel nostro Istituto e a più di mille accessi alla piattaforma Teams per le videolezioni online! Un numero di grande rilevanza che dimostra l’enorme impegno che il Majo ha riversato in questa didattica.

 

Evoluzione delle tecnologie didattiche DAD

Le tecnologie didattiche si possono classificare, in base alla loro modalità di erogazione, in due grandi categorie: sincrone e asincrone. Questi due termini “strani”, molto cari all’area tecnologica elettronica, hanno un riferimento al sincronismo che avviene tra l’erogazione del fenomeno, in questo caso la didattica, e la sua fruizione da parte degli allievi. Sincrono significa cha la relazione erogazione-fruizione avviene nello stesso tempo, con lo stesso orologio, come nelle nostre lezioni online sulla piattaforma Teams. Al contrario, nella didattica asincrona erogazione-fruizione avvengono in tempi programmati differenti,come quando assegniamo un compito sulla piattaforma Moodle di Istituto con una scadenza e quindi gli allievi, con i loro tempi, consegnano il lavoro svolto.

Vediamo una carrellata delle tecnologie e degli strumenti a distanza adottati in questo periodo di emergenza.

·         Videolezioni online sulla piattaforma Teams: sono le nostre lezioni “in presenza digitale” in cui docente e studenti sono collegai in un’aula virtuale e interagiscono in modo sincrono nella somministrazione-fruizione dei contenuti. Da sottolineare che alcuni docenti hanno utilizzato, oltre a Teams, anche altre piattaforme per le videolezioni più consone ai loro obiettivi didattici. Da evidenziare come questi strumenti sono divenuti il cuore dello smart-working in ogni mansione lavorativa della scuola e del mondo del lavoro.

·         Piattaforma Moodle: questa strumento  si è rivelato cruciale nella nostra attività in DAD.  Compiti, test online, scambio di materiale didattico tra docenti-allievi: sono le attività tra le più utilizzate con Moodle. Questa piattaforma è da sempre utilizzata, prevalentemente, dai docenti dell’area tecnologica-scientifica, ma è stata riscoperta dai docenti della altre aree! Lo dimostra la nascita di numerosi nuovi corsi sia nel nostro biennio sia nel triennio e non solo: pensiamo ai picchi di 800 accessi medi su Moodleche hanno messo a dura prova la resistenza della nostra piattaforma che ha resistito “stoicamante” in modo eccellente a questo sovraccarico eccezionale di traffico di dati. Sicuramente questa attività didattica si rivolge nell’ambito della dematerializzazione totale dei materiali cartacei, di cui spesso si sente parlare da molti anni e che ora più che mai abbiamo messo in atto.

·         Produzione di videolezioni offline:  è lo strumento DAD asincrono per eccellenza e molti docenti hanno scoperto questapossibilità didattica per poter progettare le proprie lezioni e quindi registrarle in file video. Le videolezioni offline, da non confondere con le videolezioni online, sono state riscoperte da molti docenti, come dimostra il fiorire di canali in Internet che offrono oramai videolezioni sugli argomenti più disparati. Che cosa sono? Le videolezioni sono le nostre lezioni però registrate e digitalizzate su file video. Il docente, invece di trovarsi dietro una cattedra, si mette dietro lo schermo di un computer e conduce la sua lezione; contemporaneamente però un software speciale registra il desktop del computer, digitalizza la voce del microfono e riprende il viso del docente grazie alla videocamera. Il risultato è un file video con una nostra lezione che lo studente può riprodurre come vuole e, aspetto essenziale, quante volte lo desidera!Questi file video con le lezioni dei docenti possono poi essere condivisi con gli allievi, ad esempio sulla piattaforma Moodle, oppure pubblicati su canali di Internet. La fruizione delle videolezioni sarà evidentemente diversa: per quelle su Moodle si deve effettuare il download, mentre quelle sui canali di Internet sono accessibili sulla Rete mediante il loro link.  Le videolezioni offline sono lo strumento “cuore” alla base della tecnologia didattica che va sotto il nome di Flipped-classroom ovvero della cosiddetta “classe capovolta”. Questa tecnologia didattica, in breve, usa le videolezioni per “ribaltare” la funzione delle lezioni frontali che sono sostituite da file video. Gli allievi non ascoltano la lezione frontale, ma le videolezioni e tornano sui banchi in presenza per discutere e/o approfondire con il docente e gli altri compagni quando appreso con la visione dei video. Non stiamo a discutere sull’efficacia di questa tecnologia didattica, ma piuttosto osserviamo come la didattica a distanza permette di applicate molte delle idee della Flipped-classroom.

·         Registro elettronico: non dimentichiamo il nostro registro elettronico che oramai è uno strumento consolidato, ma sicuramente è il mezzo privilegiato di comunicazione istituzionale con studenti e famiglie. Il registro elettronico ha anche offerto ai docenti notevoli servizi di assistenza, sempre importanti già in periodi di normalità, che sono diventati decisivi quando si lavora da remoto e non è possibile recarsi di persona presso le scuole.

·         Libri digitali: anche questo strumento ci accompagna da alcuni anni nella nostra didattica come strumento asincrono di comunicazione con i nostri allievi.

 

Ma allora la DAD?

La didattica a distanza fondata sulle videolezioni è usata da molti anni; ricordo i primi esperimenti, intorno agli anni 2000 e forse prima, fatti dalle Università e dagli enti che rilasciano certificazioni informatiche. Questa didattica si fonda sulle videolezioni offline e su una valutazione continua e puntuale degli obiettivi raggiunti mediante una batteria di test online. Per garantire, il più possibile, la correttezza durante lo svolgimento del test,al candidato è assegnato un tempo limitato per molte domande chiuse:ad esempio, potrebbero essere  50-60 domande in 40 minuti. Il tempo breve “garantisce” che il candidato non abbia il tempo di consultare materiale aggiuntivo, ma possa soltanto concentrarsi sulle risposte alle domande che si susseguono ad un ritmo serrato.  Le Università a distanza adottano le tecniche DAD proponendo una formazione strutturata in videolezioni con test online periodici per valutare la progressione della comprensione degli studenti e un esame in presenza finale.

Una osservazione importante: i buoni risultati di un corso di certificazione oppure universitario in DAD sono dovuti alla maturità dei professionisti adulti oppure di studenti universitari (allievi ultra ventenni) che vi partecipano. Questi buoni risultati li abbiamo riscontrati anche noi con le nostre DAD in questo periodo. Il successo della nostra didattica a distanza è stato “proporzionale” alla classe dei nostri studenti: infatti, mi sono giunte molte voci, di difficoltà nelle classi del biennio che diminuiscono nelle classi terze e quarte per poi scomparire, salvo casi particolari, nelle nostre classi quinte. Questo ci porta alla riflessione importante che: “le attività in DAD sono efficaci se rivolte a studenti maturi e motivati”, come lo sono stati i nostri allievi delle classi quinte.

In ogni caso dovendo fare didattica a studenti da formare,  non dobbiamo nascondere le nostre enorme difficoltà durante questo periodo. Eccone alcune: durante le videolezioni online gli studenti si nascondono non attivando microfono o videocamera; la consegna di compiti e relazioni avviene con sistematici ritardi; dobbiamo inseguire gli allievi “a distanza” proprio così come facevamo in presenza. Tutte le difficoltà che riscontravamo nella didattica in presenza nel processo di formazione dei nostri allievi sono amplificate in una didattica a distanza.

 

I docenti e la DAD

Nella tecnologia ogni nuova scoperta è sempre accompagnata da alcune fasi essenziali: l’idea, il progetto, la sperimentazione, il collaudo, finalmente la realizzazione e quindi la manutenzione. Pensate, i docenti hanno saltato tutte questi fasi nell’applicazione delle DAD, perché non abbiamo avuto tempo di progettare e di collaudare, ma siamo subito passati alla realizzazione delle nostre DAD. I tecnici direbbero: “impossibile!” e invece no, ci siamo riusciti con uno sforzo assolutamente da non sottovalutare.

Pensate: nel passaggio dalla didattica in presenza a quella a distanza le nostre ore non sono raddoppiate o triplicate, ma decollate! Questo non deve stupire, perché è un effetto della digitalizzazione nella didattica. La digitalizzazione delle procedure porta sempre a un aumento del tempo di lavoro; sembra strano ma è così e quindi proviamo a ricercare una giustificazione. Nell’ambito della didattica, la possibilità di fornire materiale digitale permette di produrre, in tempi brevi, una grande quantità di contenuti: anche soltanto usando la oramai famosa funzione di “copia e incolla”. Copia, copia, copia e poi incolla, incolla, incolla, ecco che in un attimo il nostro documento digitale assume notevole dimensioni. Ma questi documenti sono didattici: compiti, teoria, appunti e quindi vanno fruiti in tempi che si dilatano sempre di più.

 

La valutazione nella DAD

Da subito si è rivelato l’aspetto più critico e difficile. Come fare? Pensiamo ai corsi di certificazione che ricorrono per valutare a una batteria frenetica di domande da svolgerein pochissimo tempo in un test online oppure ai corsi universitari a distanza, che fissano però alla fine un esame in presenza. Nel nostro caso la situazione era più complessa. Sicuramente un “vantaggio”, al contrario dei due casi precedenti, è stato quello di aver svolto il primo periodo didattico in presenza. Nel nostro Istituto si è instaurata una discussione sui criteri di valutazione di questo anno scolastico. Dopo ampie discussioni molto positive, si è pensato che per ogni disciplina si dovevano tenere conto delle seguenti tre misurazioni.

1)      La prima è quella del primo periodo didattico, ben rappresentata dalla media, che tiene conto dei compiti e delle interrogazioni fatte in presenza a scuola.

2)      La seconda è quella del secondo periodo didattico, data dalla media dei voti assegnati con le attività in DAD: compiti, interrogazioni in videoconferenza ecc.

3)      La terza è una misurazione delle DAD che tiene conto da parte degli studenti della partecipazione alle attività, della puntualità nella consegna di compiti e della disponibilità di collaborare durante le videolezioni online.

 

La valutazione finale è quindi data da una media ponderata dei voti medi delle misurazioni delle attività in presenza (punto 1) con quelle delle DAD (punto 2). Nel calcolo della media ponderata, la scelta dei suoi pesi sta al docente ed è guidata dalla misurazione del punto 3.

 

Dimenticare la DAD?

Ma allora le metodologie a distanza sono del tutto negative e da dimenticare quando finirà questo periodo di emergenza?

No, sarebbe un errore gravissimo che non dobbiamo commettere. Dovremo focalizzare tutta la nostra attenzione alle opportunità tecnologiche che il lavoro da remoto con la DAD ci ha fatto “toccare con mano” e che potranno cambiare in modo decisivo la nostra didattica nella scuola del futuro. La didattica a distanza ha preparato il terreno per la digitalizzazione e sarà un grave errore se la scuola tornerà indietro da questo enorme processo di digitalizzazione. L’emergenza ha eliminato tutta la nostra inerzia di docenti, così come talvolta l’opinione pubblica affermava erroneamente,a favore dell’innovazione didattica e ha dimostrato a studenti e famiglie le nostre capacità di trasformazione e di adattamento alle nuove tecnologie didattiche a distanza.

I docenti sono stati obbligati da una grande emergenza ad applicare la DAD, ma siamo stati altrettanto pronti e veloci a utilizzare queste nuove tecnologie.

Nessuno sostiene che la DAD può sostituire la lezione frontale; l’empatia che può scaturire dal cercare negli occhi l’interesse di uno studente, l’emozione che può trasmettere a un docente lo sguardo curioso oppure annoiato degli alunni e quindi il riscontro immediato dell’efficacia di ciò che si comunica.

Da più parti si inizia a parlare, terminata questa fase di emergenza, a dei modelli scolastici “ibridi” o di “classe agile” in cui si usano dei modelli di didattica in presenza alternati a quelli a distanza. In ogni caso, non dobbiamo dimenticare la capacità di interazione digitale dimostrata da moltiallievi, nati come “digitali”, che hanno accolto queste nuove tecniche a distanza prima con curiosità e poi con interesse. Le lezioni frontali talvolta “noiose”  a scuola in presenza si sono trasformate in occasioni per imparare nuovo modi “digitali” di interazione docente-discente.

Allora, che cosa non dovremmo dimenticare? Gli aspetti negativi delle DAD sono ben evidenti e tutti legati al ruolo essenziale educativo e di formazione che un docente può soltanto offrire in presenza ai propri studenti.

Proviamo però a  evidenziare alcuni aspetti positivi delle DAD. Il primo è quello delle videolezioni offline, già ben consolidate nelle tecnologia della Flipped-classroom, che può essere utilizzato non per sostituite la lezione frontale, ma come supporto alle lezioni in presenza per il ripasso, per gli allievi assenti e per il recupero. Le videolezioni fornite con file video, anche su canali di Internet, non sono alternative alla lezione frontale che rimane insostituibile, ma la supportano e permettono agli allievi il recupero di argomenti, in particolare, complessi.

Emerge quindi il recupero: le videolezionisia online sia offline potrebbero essere utili per il recupero. I corsi di recupero, talvolta difficili da organizzare,  potrebbero essere organizzati con videolezioni online da tenere al pomeriggio. Un corso di recupero in DAD potrebbe aiutare gli studenti che non dovrebbero fermarsi a scuola fino a tarda ora nel pomeriggio e aiutarli nella loro organizzazione dello studio pomeridiano. Ma perché non utilizzare le videolezioni anche per gli approfondimenti? Quante volte abbiamo alcune belle idee per approfondire un argomento e dobbiamo aspettare i giorni di lezione seguenti per presentarlo in classe? Si potrebbe quindi avvertire gli studenti interessati di una videolezione “immediata” e quindi svolgere insieme il nostro approfondimento. 

In conclusione, possiamo pensare che anche da casa, gli studenti potrebbero interagire, in apposite e programmate “finestre” temporali, con i docenti ai fini di approfondire, personalizzare e chiarire meglio quanto esposto nelle lezioni frontali.

Ferdinando Sanpietro

 

                                                                                             


 

 

 

 

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Elemento creato il 13/05/2020 21:44 da Alberto Elia
Ultima modifica eseguita il 13/05/2020 21:44 da Alberto Elia