Annunci: Erasmus sì, Erasmus no

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Erasmus sì, Erasmus no

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Il secondo progetto Erasmus+ del Majorana, che coinvolge la 4Abio, è ormai iniziato. La prima mobilità in Germania è già Storia e stiamo preparando un viaggio di fine aprile in Slovacchia (cui seguiranno Polonia e Lituania). Il percorso, biennale, è ancora lungo ma è già possibile avviare qualche riflessione.

I feedback dei primi studenti coinvolti sono molto interessanti: dichiarano che lo scambio è stata un’esperienza trasformativa e, avendoli osservati con attenzione, credo sia vero. Alcuni fra loro non avevano mai preso un aereo, eppure si sono aperti al mondo superando brillantemente il timore di essere accolti in una famiglia che non è la propria, composta da persone mai viste che parlano un’altra lingua.

La sfida era decisamente alta, per certi versi ardita, eppure né la lingua né la scarsa esperienza del mondo sono stati un problema. L’inglese scolastico si è sciolto rapidamente ed è venuta fuori anche la voce dei più timidi, i quali, in un contesto diverso da quello usuale, hanno acquistato sicurezza e si sono scoperti più comunicativi del solito. Le famigerate e temute “diverse abitudini” non si sono rivelate poi così “diverse”: l’integrazione in famiglia è stata per tutti più che positiva e ognuno è tornato a casa coperto di piccoli regali e di rimpianto per un’ospitalità offertaci con generosità e grande convinzione.

Essere immersi per una settimana in un altro tipo di socialità ha messo i nostri ragazzi nella condizione di confrontare, per la prima volta, sistemi diversi: hanno potuto osservare lo stato delle strade, le strutture delle scuole, la qualità del cibo, la prossemica e il tono di voce delle persone, la qualità delle ferrovie…e su alcune cose le idee preconcette sono state smentite. Insomma, l’Erasmus è davvero un’esperienza che inocula i principi della democrazia e del confronto attraverso il vissuto e non mediante discorsi astratti, spesso percepiti come vuoti. 

E per noi docenti? Naturalmente valgono buona parte delle cose dette per gli studenti, anche se la sfida più interessante è di natura didattica. La difficoltà più grande, almeno per me, è integrare nell’offerta formativa tradizionale un lavoro che richiede lo sviluppo di temi, problemi e metodi distanti da quelli a cui siamo abituati. Mi sono resa conto che, nonostante i programmi non esistano più da molti anni, faccio fatica a sentirmi libera di percorrere strade veramente alternative, anche quando sarebbero senz’altro significative e molto arricchenti per i ragazzi. Su questo punto credo sia necessario più coraggio nel mettere da parte la programmazione tradizionale e individuare altri percorsi, meno battuti e non ancora tracciati. Sarebbe anche importante avviare un lavoro più integrato da parte del consiglio di classe e, in generale, preparare l’esperienza coinvolgendo docenti motivati che si muovano, più o meno compattamente, nella stessa direzione.

L’esperienza insegna: ciò che abbiamo imparato e dobbiamo ancora imparare ci sarà utile per il prossimo futuro. Credo infatti che una volta aperta la porta all’innovazione non si possa e non si debba più richiuderla. Le opportunità sono enormi, per tutti i soggetti coinvolti, basta solo imparare a sfruttarle nel modo più intelligente.

                                                                                                          Francesca Salvadori

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Elemento creato il 17/02/2020 09:29 da Alberto Elia
Ultima modifica eseguita il 17/02/2020 09:29 da Alberto Elia